Farmacie comprate dai fondi: una risorsa per i consumatori

di Alessandro Avico
Pubblicato il 16 aprile 2019 12:36 | Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2019 12:36
Farmacie comprate dai fondi: una risorsa per i consumatori

Farmacie comprate dai fondi: una risorsa per i consumatori

ROMA – Le piccole farmacie italiane comprate dai fondi per le infrastrutture. Un po’ come quello che accade in molti altri paesi europei, soprattutto in Gran Bretagna. I fondi ovviamente non “divoreranno” le piccole farmacie ma saranno un’opportunità di sviluppo e una risorsa per i consumatori. Questo perché se le farmacie grazie ai fondi possono ingrandirsi, possono anche incrementare l’offerta e ridurre il costo dei farmaci da banco. Il principio è un po’ come quello che caratterizza il rapporto tra il piccolo market e la grande catena di supermercati. 

Lo scorso anno, con l’ok dell’Antitrust, il fondo di investimento F2i (Fondi italiani per le infrastrutture) ha acquisito Farmacrimi, catena con sede a Roma, con una rete attiva sul territorio composta da 12 farmacie e 14 parafarmacie. F2i è stato il primo fondo italiano ad approcciare il business dell’acquisizione delle catene farmaceutiche. Mentre, a livello europeo, sono già diversi i soggetti simili che operano nel settore. Fra gli altri Penta Investments, fondo di investimento proprietario della catena di casa madre polacca Dr. Max, che ha già fatto il suo ingresso sul mercato italiano.

Al momento le acquisizioni non sono ancora state molto consistenti, ma c’è da scommettere che molto presto avremo solo catene di farmacie che porteranno gli esercizi anche all’interno dei grandi supermercati. Una grande opportunità non solo per i consumatori che avranno maggiori possibilità di acquisto, ma anche per quei titolari di farmacie che oggi non saprebbero a chi lasciare-vendere il loro esercizio.