Ferragosto, un “rito” dimezzato dalla crisi. Tutto chiuso, ma sulle spiagge…

Pubblicato il 15 agosto 2012 9:22 | Ultimo aggiornamento: 15 agosto 2012 9:23

ROMA – Distese di ombrelloni aperti, castelli di sabbia, bambini che fanno il bagno, spiagge stipate. E’ il rituale del Ferragosto, rituale che, se ne sono accorti anche gli americani, causa crisi quest’anno non ci sarà. Al Ferragosto italiano, infatti, dedica la sua apertura l’International Herald Tribune (la versione internazionale del New York Times) e lo fa osservando che, rispetto agli ultimi anni, quello del 2012 è un 15 agosto diverso.

L’Herald Tribune parte dal lido di Ostia, ovvero dal “mare di Roma”, quello che ospita tutti o quasi gli abitanti della capitale che le vacanze non  le fanno o le fanno semplicemente in periodi diversi dell’anno. E la foto di Ferragosto 2012 ha qualcosa di diverso rispetto a tutti gli altri anni.

“Dove c’erano liste d’attesa per le cabine adesso ci sono posti liberi” racconta l’Herald Tribune dopo aver raccolto le voci di chi negli stabilimenti balneari lavora. Perché anche se “il lido di Ostia è ad appena 25 chilometri da Roma ci sono da considerare le spese”. Fatale che i proprietari degli stabilimenti balneari ne indichino alcune omettendone altre. Così se i romani preferiscono starsene in città invece di andare al mare la colpa è del prezzo della benzina, o della pressione fiscale aumentata. Che è certamente vero. Solo che i proprietari degli stabilimenti “dimenticano” il prezzo di una giornata al mare per una famiglia: prezzo fatto di ombrelloni, lettini e cabina. Prezzo che, nonostante la crisi, non è stato ritoccato al ribasso.

“La sobrietà di Ostia” racconta l’Herald Tribune è solo un aspetto della crisi italiana. Ci sono i numeri diffusi dalle associazioni di categoria e citati anche dal giornale americano: quelli che raccontano come più del 50% degli italiani quest’anno rinuncerà alla partenza estiva. Come ricorda il presidente dell’associazione degli albergatori Federalberghi “non si ricorda negli ultimi anni un calo così drastico e generalizzato”.

Ma c’è anche qualcosa che non cambia. Ferragosto è e rimane giorno di paralisi italiana. Una tradizione nostrana: negozi chiusi, servizi azzerati e persino i giornali fermi. Al punto che l’Herald Tribune ricorda ai suoi lettori in Italia che il 16 agosto il giornale non ci sarà: non per riposo dei giornalisti ma di tutti gli altri, dai distributori ai giornalai. E chi è abbonato? L’Herald ci pensa: non verrà perso niente, a fine abbonamento arriverà un numero extra. La differenza la fanno sempre i dettagli.