Fibra ottica: la tecnologia FTTH ripopola i piccoli borghi

Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Luglio 2021 10:20 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2021 10:20
fibra ottica

Velocità, sostenibilità, ambiente. Sono le tre parole che contraddistinguono la fibra ottica FTTH (Fiber to the Home), un’infrastruttura di rete in netta crescita nel nostro Paese. In base a un report stilato da IDATE nei mesi scorsi, l’Italia è ora al terzo posto (su 28 stati) nel ranking europeo di copertura FTTH. In particolare, con 3,8 milioni di unità immobiliari cablate nel corso del 2020 in Ftth, il nostro Paese è secondo come tasso di crescita annuale dopo la Francia (+4,7 milioni) e davanti a Germania (+1,9) e Regno Unito (+1,8).

La fibra ottica ripopola i piccoli borghi

A dispetto di quanto si può pensare, l’FTTH non rappresenta solo una grande occasione per le grandi città, ma anche per i piccoli borghi che nell’ultimo mezzo secolo hanno subito un lento e inesorabile processo di spopolamento. Le potenzialità della tecnologia FTTH potranno dunque portare benefici soprattutto nelle cosiddette aree bianche. Infatti, sono sempre più i piccoli comuni che stanno rinascendo proprio grazie alla fibra ottica.

La tecnologia FTTH e la storia del comune di Santa Fiora

Recentemente ha avuto grande risalto mediatico la storia del comune di Santa Fiora, piccolo paese in provincia di Grosseto, che proprio grazie all’innovazione tecnologica della rete FTTH sta invogliando le famiglie delle grandi città a trasferirsi nel borgo. “Chi sceglie di lavorare da remoto per almeno due mesi nel territorio di Santa Fiora, può richiedere la copertura da parte dell’amministrazione comunale delle spese di locazione, fino a un massimo del 50%, per un importo non eccedente i 200 euro al mese, e fino a sei mesi”, racconta Agenda Digitale. “L’unica richiesta che il Comune ha avanzato ai proprietari degli immobili è quella di essere disponibili ad allacciare la fibra”.

E’ proprio l’infrastruttura FTTH ad essere uno dei pilastri fondamentali su cui si regge il concetto di Smart working village. “Il sindaco di Santa Fiora Federico Balocchi sostiene che le infrastrutture digitali rappresentino un’inedita opportunità economica e sociale per Santa Fiora e per tutti i comuni dell’Amiata perché possono consentire alle imprese di investire in luoghi lontani dalle città, e alle persone di scegliere di vivere e lavorare in montagna. Dal suo punto di vista sono l’elemento che fa la differenza, sono la condizione essenziale per far ripartire l’economia e ripopolare i borghi montani”.

L’obiettivo deve essere dunque quello di ridurre il digital divide nelle aree bianche per dare a imprese e cittadini il modo di avere parità nell’accesso alla rete.

L’esperienza di Santa Fiora va vista come un progetto pilota di un nuovo modello economico e sociale, probabilmente migliore di quello pre-Covid, poiché più attento e focalizzato alle esigenze e al benessere dell’uomo. L’Italia, Paese di storia millenaria, può riportare in vita i suoi numerosi borghi, offrendo condizioni di lavoro uguali a quelle delle grandi città e una qualità di vita migliore. Per completare l’opera bisogna investire anche nella realizzazione di spazi di co-working, dove offrire aree attrezzate a professionisti e startup innovative.  Ci troveremmo di fronte a una società più equilibrata, dove tutti hanno accesso agli stessi strumenti per poter creare o far crescere il proprio business.