Figli, una coppia su sei non rifarebbe la scelta: troppi sacrifici. Ma la statistica li assolve…

di Warsamé Dini Casali
Pubblicato il 19 Febbraio 2020 11:42 | Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio 2020 11:42
Figli, una coppia su sei non rifarebbe la scelta: troppi sacrifici. Ma la statistica li assolve...

Figli, una coppia su sei non rifarebbe la scelta: troppi sacrifici. Ma la statistica li assolve…

ROMA – Fare figli comporta sacrifici e rinunce. Non una grande scoperta, ma dopo la diffusione dei dati Istat sul crollo delle nascite e l’allarme demografico in Italia, è interessante scoprire l’opinione di chi è diventato mamma o papà. Un sondaggio Swg rivela che un genitore su quattro, ovvero una coppia su sei, se potesse tornare indietro, non rifarebbe la stessa scelta. 

Non metterebbe al mondo un bambino perché rinunciare al tempo dedicato a se stessi è, è stato, troppo duro, una fatica e un sacrificio insostenibili. Dunque si sono pentiti? Non proprio, ed è naturale visto che nella vita vera non tutto è bianco o nero come sembrano suggerire le opzioni dei sondaggi.

Si scopre infatti che il 67% degli intervistati ritiene che senza un figlio si vivrebbe un’esistenza incompleta, monca, dobbiamo presumere meno accettabile e soddisfacente. 

Una percentuale che però si abbassa al 57% fra coloro che vivono la cosiddetta generazione di mezzo, ovvero tra i 25 e i 44 anni. Tutti bamboccioni allergici alle responsabilità, Peter Pan che non vogliono crescere?

Non esattamente, anche se poi non mancano le spiegazioni diciamo così sociali-antropologiche, a partire dal contesto economico. da cui la richiesta di maggiori servizi, più sostegno alle famiglie, sgravi fiscali, pannolini gratis e via discorrendo. 

La realtà descritta dalla statistica è meno consolatoria rispetto al vorrei ma non posso e più indulgente, assolutoria all’opposto, cioè del potrei ma non voglio. La somma delle nostre scelte di vita individuali conta molto relativamente.

Si conferma infatti, e purtroppo, il dato strutturale del crollo del numero delle donne in età fertile (da 15 a 49 anni). Si tratta di un dato che deve far riflettere, visto che il numero di figli per donna è rimasto immutato (1,29).

Vuol dire che la diminuzione delle nascite non è imputabile a una minor propensione (per motivi economici, sociali o di scelta esistenziale) delle donne a fare figli. Oggi, per  100 persone decedute arrivano soltanto 67 bambini. Dieci anni fa erano 96.

Dieci anni fa eravamo tutti disposti a sacrifici e rinunce? La crisi finanziaria di dieci anni fa può giustificare un tasso di sostituzione paragonabile, nella serie storica, solo alla fine della prima guerra mondiale? (fonti Istat e Swg)