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Da domani figli tutti uguali e nonni garantiti. Giusto abolire le parole mamma e papà?

Figli tutti uguali e nonni garantiti. Ma è giusto abolire le parole mamma e papà?

Figli tutti uguali e nonni garantiti. Ma è giusto abolire le parole mamma e papà?

ROMA – Figli tutti uguali e nonni garantiti. Ma è giusto abolire le parole mamma e papà? Da domani mattina la legge italiana non ammetterà più la distinzione tra figli e figliastri nel diritto di famiglia, la cui Riforma scatta appunto dal 7 febbraio con l’entrata in vigore del decreto legge 154. I figli sono tutti uguali, spariscono gli attributi distintivi di “legittimo” e “naturale”. Anche ai nonni viene riconosciuto il diritto per legge a non restare separati dai nipoti e partecipare alla loro educazione. Ai figli viene riconosciuto il diritto ad essere ascoltati dal giudice (nei casi delle controversie di divorzio e affidamento). Ai genitori viene imposto di occuparsi dei figli anche dopo il raggiungimento della maggiore età se non ancora in grado di provvedere alla propria autonomia economica.

Questa Riforma del diritto di famiglia si accompagna all’evoluzione della prassi quotidiana che mette in discussione la stessa dizione di “mamma” e “papà”, forse in omaggio a una concezione troppo zelante del politicamente corretto: a Milano, nei moduli per iscrivere gli alunni alle scuole dell’infanzia, comparirà solo la dicitura “genitore”, padre e madre essendo incompatibili con il registro delle unioni civili. La novità, per ora applicata a macchia di leopardo, è però già recepita dal Ministero dell’Istruzione. Tornando alla Riforma del diritto di Famiglia, si può affermare in generale che cambia lo statuto del genitore che da titolare di una potestà, di un potere sui figli, diventa destinatario di una “responsabilità” versoi figli stessi.

Eredità, figli tutti uguali. Cadendo la distinzione tra “legittimi” e “naturali”, in caso di eredità viene cancellata ogni discriminazione. Per esempio, non sarà più possibile che figli legittimi utilizzino la cosiddetta “commutazione” per escludere dalla comunione ereditaria i figli naturali, “a loro il castello, agli altri una somma di denaro” (sintetizza l’avvocato Anna Grazia Canovi). Gli ex naturali e legittimi oggi sono parenti (con conseguenze nei diritti di successione).

Residenza abituale del minore. La Riforma formalizza per legge il concetto di residenza prevalente del minore come criterio privilegiato nell’affido. Una misura contestata da alcune associazioni, in particolare più attente ai diritti dei padri generalmente penalizzati nella difficile scelta. Il criterio risponde all’esigenza di attribuire una e una sola residenza anagrafica al minore.

Il ruolo dei nonni. “Gli ascendenti hanno diritto di mantenere rapporti significativi con i nipoti minorenni”. Con il diritto degli ascendenti, il freddo linguaggio giuridico intende riferirsi al calore e al contributo di affetto dei nonni, il cui ruolo viene tutelato oggi dalla legge. In Germania, la cui legislazione in merito è è fonte di ispirazione anche in Italia, il Governo sta pensando di estendere il congedo parentale anche ai nonni.

 

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