Gesù Cristo. Dall’hippy biondo della Sindone al palestinese riccio di Ossirinco

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Maggio 2014 10:24 | Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2014 10:35
Gesù Cristo. Il vero volto nella stele di Ossirinco Palestinese riccio, non l'hippy alto della Sindone

Gesù Cristo. Il vero volto nella stele di Ossirinco
Palestinese riccio, non l’hippy alto della Sindone

ROMA – Gesù Cristo. Dall’hippy biondo della Sindone al palestinese riccio di Ossirinco. La scoperta di un ritratto con l’immagine di Gesù del VI secolo in una stanza segreta di una grotta egiziana è eccezionale perché mostra una delle prime raffigurazioni del volto del Nazareno.

Che confermasse anche i tratti somatici semitici (riccio, non alto) di un uomo nato in Palestina rende solo più evidente come l’immagine ufficiale di un uomo alto e biondo, una sorta di bellissimo hippy ante litteram, costituisca solo il retaggio iconografico ereditato dal culto della Sacra Sindone.

L’immagine che invece vediamo ritratta nella stele rinvenuta nell’antica città di Ossirinco, nella stanza di un giovane scriba, è quella di un ragazzo: capelli corti e ricci, occhi sgranati, mano benedi­cente. Non è la soluzione di un mistero perché sull’immagine del Cristo le congetture devono arrendersi alla scarsità di informazioni. 

Ci aiutano (meglio aumentano il mistero) le sacre scritture e il fatto che all’inizio vigeva la prescrizione iconoclasta ebraica che vietava le immagini (e infatti nelle catacombe romane è un pesce il simbolo di Gesù).

Dalle fonti, si può citare (lo fa Ezio Savino su Il Giornale) l’evangelista Luca, 19. La scena è a Gerico, c’è Gesù atteso dalla folla: Zaccheo non riesce a vederlo perché “era troppo basso di statura”. La grammatica non dirime la questione: chi era troppo basso, Gesù o Zaccheo?

Per i primi padri della Chiesa (Giustino, Clemente Alessandrino, Tertulliano) la venustà fa velo alla virtù, la sembianza offusca lo spirito: con il profeta Isaia (“E noi lo vedemmo, e non aveva né faccia, né forma, né bellezza”) scelgono il volto senza connotati riconoscibili per testimoniarne la presenza. Tutto cambia con la patristica più tarda: per Giovanni Crisostomo o San Gi­rolamo fa fede il Salmo 44 (“bello d’aspetto oltre umano”).

E’ lì che nasce il Cristo dall’indiscutibile fascino, dove il bello sposa il buono e il giusto. Un argomento di prova sub specie estetica. Certo più probante della testimonianza del sedicente Lentulo, governatore contemporaneo di Cristo che in una epistola lo descrive così: 

È alto si statura» scrive nell’epistola «ben proporzionato. Occhi az­zurri, vivaci, brillanti. Capelli con il colore delle noci di Sor­rento molto mature, che di­scendono dritti fin quasi alle orecchie, più chiari e lucenti nei riccioli che ondeggiano sul­le spalle. Barba abbondante, dello stesso colore dei capelli, leggermente biforcuta. Fronte liscia e serenissima, viso senza rughe o macchie, di un rosato deciso…

Peccato che l’epistola assomigli più a un apocrifo che a un documento romano: negli annali storici la figura di Lentulo semplicemente non esiste, né traccia del suo governatorato. In ogni caso, il Cristo alto, biondo con la scriminatura si impone immagine vincente. Il riccio palestinese (come quello della segnaletica ricostruita dalla Bbc, guarda foto) è ancora nascosto nella stanza segreta di una grotta egiziana…