Gesù e il serpente di Mosè nel Vangelo di domenica 14 settembre 2014

Pubblicato il 14 settembre 2014 6:23 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2014 21:45
Gesù e il serpente di Mosè nel Vangelo di domenica 14 settembre 2014

Gesù sulla croce (Piero Della Francesca) è accostato al serpente di bronzo di Mosè dal Vangelo di Giovanni

ROMA – Il Vangelo di domenica 14 settembre 2014 è tratto dal Vangelo secondo Giovanni:

“In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui»”.

L’episodio di Mosé e del serpente cui fa riferimento Gesù Cristo è riferito nella stessa Messa ed è tratto dal libro dei Numeri, uno dei testi fondamentali della Bibbia sia ebraica sia cristiana:

“In quei giorni, il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero».
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì.
Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo.
Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita”.

Parola di Dio