Giochi, Eurispes: “Riforma con tassazione, monitoraggio fiscale e sanzioni”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Novembre 2019 7:37 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2019 16:04
Giochi, Eurispes: "Riforma con tassazione, monitoraggio fiscale e sanzioni"

Giochi, Eurispes: “Riforma con tassazione, monitoraggio fiscale e sanzioni” (Ansa)

ROMA – “L’attuale sistema di tassazione dei giochi in Italia sembra essere dettato più da questioni ideologiche e moraliste che non da princìpi economici ed evidenze empiriche”. Lo spiega in una nota di Gian Maria Fara, sociologo e presidente dell’Eurispes. “L’idea di aumentare la tassazione per disincentivare il consumo produce una riduzione del gettito per lo Stato e l’incentivo, per i giocatori, a spostarsi verso mercati non regolamentati, contribuendo ad aumentare il giro d’affari dei giochi illegali e della malavita organizzata. In queste brevi conclusioni c’è tutto il senso di quella che dovrebbe essere una oculata strategia di riforma del settore, che rappresenta circa il 4% del Pil italiano e contribuisce notevolmente alle entrate erariali”.

Fara quindi prosegue: “Nonostante il legislatore nazionale abbia voluto disciplinare il settore dei giochi pubblici, limitandone l’esercizio a concessionari autorizzati, resta il problema, ancora non coerentemente e definitivamente affrontato, che numerosi paesi comunitari hanno concesso e concedono licenze per la raccolta on-line a bookmaker, che esercitano l’attività attraverso strumenti telematici, raccogliendo le puntate sul territorio nazionale tramite reti di esercizi contrattualizzati (i cosiddetti “centri di trasmissione/elaborazione dati”), che svolgono una illecita funzione intermediatrice. È evidente che ogni progetto di riordino del settore, che consenta o non impedisca a queste società, in assenza di qualsiasi titolo concessorio e in totale evasione di imposta, di aggirare le regole faticosamente raggiunte per disciplinare i giochi pubblici e legali, è destinato a fallire o ad essere poco efficace”.

“Il concetto di “distanziometro” rischia, per esempio, – spiega ancora Fara – di essere anche inutile rispetto al fine perseguito. Basti pensare al gioco online, che per sua natura si sottrae a questa forma di limitazione territoriale e spaziale e che rappresenta peraltro l’offerta più attraente per i giovani. Da che cosa sarà calcolata la distanza? Dal server? Bisognerebbe, dunque, interrogarsi su quale effetto “reale” possano avere le misure sostanzialmente finalizzate ad allontanare il gioco (lecito), o meglio ad “espellerlo”, dai centri urbani. La “ghettizzazione” dell’offerta di gioco lecito non ha effetti nei confronti del giocatore che ha già oltrepassato la soglia della “problematicità”, rischiando anzi di far sì che il “malato” venga abbandonato a se stesso, magari nelle mani delle organizzazioni criminali o comunque illecite. Bisognerebbe, invece, puntare sulla qualità dell’offerta, sull’introduzione di meccanismi di autolimitazione, e su specifiche campagne di sensibilizzazione”.

L’Eurispes ha peraltro le idee chiare su che cosa sarebbe necessario fare:

1) Istituire “sale da gioco certificate”, con caratteristiche tali da contrastare rischi di illecito, anche grazie ad una formazione specifica del personale, all’accesso selettivo all’ingresso della sala, all’identificazione dell’avventore, alla tracciabilità completa delle giocate e delle vincite, e ad apparati di videosorveglianza interna simili a quelli in dotazione ai tradizionali casinò.

2) Impedire ogni fattore di illecita concorrenza (del gioco illegale rispetto al gioco legale) e in tale direzione andrebbe assicurata una tassazione, anche in sede accertativa, delle vincite dei giocatori che si rivolgono al gioco illegale. Per agevolare la riscossione basterebbe prevedere un monitoraggio fiscale e, a pena di sanzioni, un obbligo di dichiarazione a carico dei vincitori che ricevano vincite in denaro da parte di soggetti non autorizzati.

3) I controlli sul gioco illecito dovrebbero essere resi più efficienti anche attribuendo rilevanza a significativi indicatori di rischio, quali, a titolo di esempio, l’“Indice di presenza mafiosa”, o l’Indice Eurispes di organizzazione criminale (IOC).

4) Aggiornare il concetto di stabile organizzazione. A tale ultimo proposito la Legge di Stabilità 2016 (art. 1, comma 926/931 della legge n. 208/2015) aveva predisposto un meccanismo accertativo di individuazione della stabile organizzazione occulta del soggetto estero, da identificarsi nel “centro trasmissione dati” (al verificarsi di determinati presupposti) con il quale viene firmato il contratto di ricevitoria.