Giochi, la psicoterapeuta Sarah Viola: “Il proibizionismo aumenta la dipendenza”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Novembre 2019 11:48 | Ultimo aggiornamento: 25 Novembre 2019 11:48
Giochi, la psicoterapeuta Sarah Viola: "Il proibizionismo aumenta la dipendenza"

Giochi, la psicoterapeuta Sarah Viola: “Il proibizionismo aumenta la dipendenza” (Ansa)

ROMA – “Esiste una quota di gioco fisiologica che all’essere umano non può essere tolta. L’uomo deve poter rischiare. Chi soffre di dipendenza, però, non è un giocatore ma un malato. La differenza che bisogna evidenziare è quella fra giocatore fisiologico e giocatore patologico“. Ha aperto così il suo intervento Sarah Viola, psicoterapeuta e responsabile del reparto Dca dell’Ospedale Sant’Isidoro, nel corso del convegno “Occupazione, fiscalità, territorio: quale futuro?”, organizzato da Astro a Milano. “La dipendenza toglie il contatto con la realtà – ha continuato – anestetizza rispetto alle frustrazioni della vita. Per noi terapeuti i soggetti dipendenti creano una situazione paradossale: sono i soli pazienti che non vogliono guarire”.

Il proibizionismo che si concretizza in limitazioni di tempo e spazio è un approccio sbagliato, secondo Sarah Viola: “La proibizione non sana, ma aumenta la dipendenza. Se a un giocatore patologico dico che non può giocare in un determinato luogo o in un determinato orario, gli creo un bisogno fortissimo di giocare. Lo spezzettamento degli orari non ha senso: se sono giocatore patologico lo sono a tutte le ore. Non devo proibire, devo fargli capire che sta correndo un pericolo. Gli operatori del settore non devono cacciare i giocatori patologici: devono semmai individuarli e aiutarli a risolvere il problema. Ecco perché il tema della formazione è importante”.

“Convegni come questo esaminano il gioco da un punto di vista tecnico e scientifico. L’analisi nell’ambito del settore è sempre più avanzata. A fronte di questo, vediamo invece che l’analisi di chi deve prendere decisioni politiche sul mondo dei giochi è sempre più superficiale. Per questo noi continuiamo a chiedere un confronto analitico e laico alle istituzioni, che non ci viene concesso”. Questa invece la disamina di Armando Iaccarino, presidente del Centro Studi Astro, nel corso del convegno. “C’è ancora chi dice che il nostro mondo deve essere regolamentato di più e che le sanzioni vanno ancora aumentate. Il che è un assurdo – ha continuato – Siamo regolamentati come nessuno e aumentare le pene a dismisura dà solo l’impressione del rigore, ma in realtà conduce sulla strada opposta”.

Sulla formazione, poi, Iaccarino ha evidenziato: “Si può fare molto, anche se i nostri mezzi non ci garantiscono un successo completo nella lotta alla ludopatia. La tecnologia ci può aiutare, per esempio con un alert, o addirittura con una interruzione forzata, quando il gioco diventa eccessivo. I nuovi apparecchi che fra 18-20 mesi dovrebbero entrare in esercizio sono predisposti per una efficace lotta agli eccessi”.

E sulla distribuzione ha concluso: “È un tema politico, non tecnico. La riduzione dell’offerta è in parte figlia di un pregiudizio sbagliato, che l’offerta determini la domanda. Semmai è la domanda che determina la dimensione del mercato. Bisogna tornare alle misure di riduzione dell’offerta e distribuzione equilibrata che sono contenuti nell’intesa Stato-Regioni del 2017. Su questi temi vorremmo confrontarci con chi è chiamato a prendere decisioni politiche sul settore”. (Fonte Astro).