Gioco d’azzardo, 3 sale slot illegali chiuse in pochi giorni. Il fallimento del proibizionismo del Governo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 maggio 2019 13:58 | Ultimo aggiornamento: 17 maggio 2019 13:58
Gioco d'azzardo, 3 sale slot illegali chiuse in pochi giorni. Il fallimento del proibizionismo del Governo

Gioco d’azzardo, 3 sale slot illegali chiuse in pochi giorni. Il fallimento del proibizionismo del Governo (Foto Ansa)

ROMA – Una sala giochi abusiva chiusa a Sarzana, vicino La Spezia. Un’altra a Palermo, con multe da migliaia di euro. Altre 4 slot machines abusive sequestrate vicino Vibo Valentia, con sanzioni per 50mila euro. Il tutto nel giro di pochi giorni. Vedendo queste notizie pare abbastanza evidente che la crociata del Governo contro il gioco d’azzardo legale stia incentivando il settore dell’illecito. Del resto che il proibizionismo fosse una soluzione fallimentare, lo si era già capito da tempo. 

Il proibizionismo che il Governo sta tentando di mettere in atto al gioco d’azzardo legale, oltre ad incrementare il settore dell’illecito, costa infatti 2,3 miliardi di gettito che arriva dal settore. I volumi nei giochi in Italia potrebbero calare da un minimo di 14,4 miliardi fino ad un massimo di 21,6 miliardi di euro. Tradotto, per l’Erario il danno è quantificabile da una cifra minima di 1,5 miliardi fino ad arrivare a 2,3 miliardi persi. Se ne deduce quindi che il proibizionismo del Governo non ha e non avrà ripercussioni positive. In tutto ciò inoltre si rischia di incrementare il settore del gioco illecito, favorendo le organizzazioni criminali. 

 “Il settore del gioco legale rappresenta per il nostro Paese oltre l’1% del prodotto interno lordo nazionale con un introito annuo per l’Erario che si attesta intorno ai 10 miliardi di euro – si legge in una nota sul blog Sapar – Un gettito fiscale che nei mesi addietro ha visto l’inasprimento della tassazione per effetto degli aumenti imposti dal Governo per finanziare la finestra pensionistica dei Quota 100 e il Reddito di Cittadinanza”.

Ricordiamo poi il la solita retorica per cui da una parte si intende drasticamente ridimensionare il sistema del gioco legale per contrastare il gioco patologico ma dall’altra proprio attraverso il gioco, lo Stato fa cassa andando a spremere il settore.

Inoltre, leggendo i dati, il proibizionismo sembra proprio non funzionare. Basti pensare che lo scorso mese di marzo l’unico comparto in flessione è stato quello delle scommesse sportive con una spesa in calo di oltre il 4 per cento rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Da inizio 2019 il settore Betting ha però fatto registrare ricavi in aumento dell’1,4% rispetto a quanto speso dai giocatori nel primo trimestre 2018. Da segnalare la crescita delle scommesse raccolte tramite le piattaforme online: la spesa di marzo ha superato i 59 milioni di euro con un incremento di 8 milioni circa rispetto a marzo 2018.