Gioco legale, il distanziometro mette in crisi le attività: sit-in in Emilia Romagna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Settembre 2019 12:49 | Ultimo aggiornamento: 12 Settembre 2019 12:49
Gioco legale, il distanziometro mette in crisi le attività e le sale slot: sit-in in Emilia Romagna

Gioco legale, una sala slot nella foto d’archivio Ansa

ROMA – Il distanziometro non risolve i problemi del gioco legale, ma semmai sposta l’attenzione in una nuova area geografica. La misura adottata in molti Comuni dell’Emilia-Romagna prevede lo spostamento delle sale slot nelle periferie. E questo causa la chiusura di molte attività (legali, giova sempre ricordarlo), perché essere in periferia riduce la platea dei potenziali clienti.

E naturalmente tutto questo mette in crisi gran parte del comparto, portando alla chiusura di attività e alla perdita di posti di lavoro (lavoro legale, questo è bene ricordarlo sempre). Per questo il prossimo 17 settembre ci sarà un sit-in di protesta, davanti al Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna, di operatori e dipendenti delle attività di gioco legale per manifestare contro le norme regionali che impongono la chiusura di moltissime attività a causa dell’applicazione del distanziometro.

“Lo scopo del sit-in è sensibilizzare istituzioni e politica sul problema della legge regionale dell’Emilia Romagna, che sta mettendo in ginocchio il settore del gioco legale”, dichiara ad Agimeg l’avvocato Francesco Modugno, che parteciperà alla protesta.

“Stiamo raccogliendo il grido di dolore di imprese e lavoratori che a breve saranno costretti, ove possibile, a delocalizzare la propria attività. Tuttavia – afferma Modugno – a seconda della disponibilità del territorio e della sua mappatura non tutte le agenzie potranno riallocarsi, alcune dovranno chiudere per sempre e licenziare i lavoratori. E’ una situazione drammatica, per questo serve sensibilizzare la politica e riaprire il dialogo, sperando che si possa fare un passo indietro. Alle piccole imprese viene infatti chiesto un nuovo sforzo per riallocare e fare nuovi investimenti, ma senza certezze di recuperare quanto investito.

Senza contare che, nell’ipotesi in cui in futuro si venga a insediare un nuovo luogo sensibile vicino alla loro attività, dovranno nuovamente chiudere. Ciò non è tollerabile, bisogna tutelare il diritto alla salute ma anche il diritto di legalità. Ricordiamo sempre che il gioco è legale e il problema non può essere ignorato da regione ed enti locali, anche perché per ogni impresa legale che sparirà ne nascerà una illegale. Il distanziometro non ha un effetto deterrente sul giocatore patologico, ma solo un effetto espulsivo per le sale da gioco legali che dovranno riallocarsi”.

L’avvocato si è detto “fiducioso di trovare la volontà politica di mettersi nei panni degli esercenti”, senza contare che questi ultimi “sono i primi a voler combattere la ludopatia: hanno fatto corsi di aggiornamento, sono professionisti, e intercettano il soggetto ludopatico. In altre parole, hanno un’utilità sociale oltre ad essere presidio di legalità sul territorio”. (Fonte Agimeg).