Gioco legale, Emilia verso la proroga di 6 mesi alla legge regionale che impone restrizioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Dicembre 2019 12:04 | Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2019 12:22
Gioco legale, Emilia verso la proroga di 6 mesi alla legge regionale che impone restrizioni

Gioco legale, Emilia verso la proroga di 6 mesi alla legge regionale che impone restrizioni

ROMA – In Emilia Romagna la Giunta Bonaccini potrebbe evitare la chiusura di moltissimi esercizi di gioco legale grazie a una delibera che concede una proroga rispetto alle scadenze previste per l’adeguamento dalla legge regionale in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico. Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, avrebbe già firmato la delibera ma manca ancora l’ufficialità. Ad ogni modo, con la proroga si eviterebbe non solo un danno occupazionale pari a circa 15.000 unità, ma anche un danno da gettito erariale statale, regionale, comunale. La legge in questione infatti potrebbe avere come conseguenza quella di alimentare il settore del gioco illecito.

Nella legge si parla infatti di luoghi sensibili, ovvero gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i luoghi di culto, gli impianti sportivi, le strutture residenziali o semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario, le strutture ricettive per categorie protette, i luoghi di aggregazione giovanile e gli oratori. La legge regionale prevede che la distanza delle slot sia calcolata secondo il percorso pedonale più breve e deve essere di almeno 500 metri dai luoghi sensibili. 

Ricordiamo che nel 2018 il settore regolamentato del gioco legale con vincita in denaro ha generato 14 miliardi di valore aggiunto, contribuendo per l’1% al Pil complessivo nazionale, 10 miliardi di contributo fiscale diretto, 78mila occupati diretti e indiretti e 2 miliardi di consumo indotto. Il mercato dei giochi con vincita in denaro regolamentati contribuisce in modo significativo alla finanza pubblica. E’ quanto emerge dal primo rapporto sul gioco pubblico in Italia presentato da Acadi-Confcommercio. Il gioco pubblico, emerge dal rapporto, “rappresenta una parte rilevante dell’economia italiana per il contributo fiscale che fornisce al Paese oltre che per i livelli occupazionali e di reddito che garantisce attraverso i concessionari e l’intera filiera”.