Gioco legale, Alessio Guidi ad Agimeg: “Distanziometro favorisce l’illegalità”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Ottobre 2020 13:59 | Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre 2020 13:59
Gioco legale, Alessio Guidi ad Agimeg: "Distanziometro favorisce l'illegalità"

Gioco legale, Alessio Guidi ad Agimeg: “Distanziometro favorisce l’illegalità” (Foto Ansa)

Emilia Romagna: Fabio Felici, direttore Agimeg intervista Alessio Guidi che denuncia la drammatica situazione che stanno vivendo sale bingo, scommesse e slot/vlt. 

Alessio Guidi (Direttore sala Parma) spiega ad Agimeg: “Auspichiamo moratoria dell’Emilia Romagna in attesa dell’annunciata riforma nazionale del settore, distanziometro danneggia operatori che lavorano per conto dello Stato favorendo l’illegalità”.

“La legge regionale dell’Emilia Romagna dà la possibilità di delocalizzare le sale gioco se il locale non ha luoghi sensibili nel raggio di 500 metri. Ma oggi l’area utilizzabile per un eventuale nuovo insediamento è pari allo 0.3%. Oltre a questo, la situazione attuale caratterizzata dall’emergenza Covid ha drasticamente ridotto la capacità di spesa e considerando che spostare una sala bingo prevede un costo di 2,5 milioni di euro, è chiara la preoccupazione da parte mia e dei miei dipendenti per una possibile perdita di posti di lavoro”.

E’ quanto ha dichiarato, nella diretta con il direttore di Agimeg Fabio Felici, Alessio Guidi, direttore della sala bingo Vittoria di Parma (che conta 41 dipendenti ndr). Testimoniando le difficoltà delle aziende di gioco in un momento critico stretto tra l’epidemia di coronavirus e la crisi economica.

Una legge che favorisce l’illegalità

“Abbiamo tanti ragazzi che sono con noi da anni e hanno svolto corsi di formazione in azienda e anche in Regione. Noi lavoratori del settore del gioco – ha proseguito Guidi – siamo scesi in piazza più volte a Bologna, sotto il Palazzo della Regione, per fare presenti le nostre problematiche, ma ciò non ha portato alcun cambiamento alla legge che sta mettendo in ginocchio il gioco legale, avvantaggiando l’illegalità gestita dalla criminalità organizzata“.

“Non vi è il minimo interesse verso noi lavoratori del settore. Come se fossimo diversi da altre categorie, mentre in realtà lavoriamo in un settore gestito dallo Stato, pagando le tasse come tutti. Tuttavia non veniamo presi in considerazione come dovremmo. Continueremo a manifestare pacificamente rivendicando nostri diritti. Non vogliamo andare ad aumentare la percentuale di chi percepisce il reddito di cittadinanza, vogliamo contribuire a fare il nostro lavoro nella legalità”. (Fonti Agimeg e YouTube)