Gioco legale, indagine BVA-Doxa: “Distanziometro e limiti orari misure inefficaci”

di redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2019 12:07 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2019 12:07
Gioco legale, indagine BVA-Doxa: "Distanziometro e limiti orari misure inefficaci"

(Foto d’archivio Ansa)

ROMA – Il distanziometro e i limiti orari per le sale gioco sono “inefficaci”: a denunciarlo è un’indagine di BVA-Doxa, presentata nel suo studio dal titolo “Gli effetti del distanziometro e dei limiti orari”, da cui emerge una valutazione negativa riguardo all’efficacia di queste due misure nel contrasto alla ludopatia sulla base delle risposte di un campione di giocatori. 

Dall’indagine, presentata dalla responsabile della sede di Roma di BVA-Doxa Sonia Biondi, è emerso come la maggioranza dei giocatori sia disposta a spostarsi per continuare la propria attività: se chiudesse il luogo di gioco abituale in seguito all’applicazione del distanziometro, il 65% del campione si sposterebbe presso un’altra attività o giocherebbe online, mentre solo il 12% smetterebbe del tutto di giocare.

“L’alternativa che viene preferita è quella di spostarsi su un altro bar/sala/tabaccheria (65%); tale soluzione si rivela pienamente in linea con le abitudini dei giocatori che, nonostante siano piuttosto legati ad un luogo specifico, si trovano spesso ad avere delle locations alternative (per esempio nelle vicinanze del lavoro oppure limitrofe a casa) nelle quali saltuariamente si recano anche se non sono quelle preferite. O, ancora, in caso di chiusura del punto vendita passano a giocare on line, spinti prevalentemente da quelle caratteristiche di immediatezza ed accessibilità che la fruizione on line mette a disposizione dei suoi utenti (29%)”, ha spiegato Biondi. 

Dall’indagine è emersa anche la richiesta dei giocatori di una sensibilizzazione dei media verso un maggior rispetto di chi gioca per divertirsi. “Gli intervistati dichiarano infatti di essere stanchi di questa continua stigmatizzazione, e accostamento a quella percentuale minore di persone problematiche, in cui non si riconoscono e con la quale non vogliono essere confusi. Il gioco è evasione, passatempo, diversivo, ed anche un momento sociale, ed è secondo loro questa parte positiva che andrebbe evidenziata e divulgata per educare al vero gioco responsabile”, ha concluso Biondi. (Fonte: Agimeg)