Guadagni 2000 euro? Se ti separi rischi la miseria, 50mila italiani ci sono già caduti

Pubblicato il 24 agosto 2009 14:37 | Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2009 15:08

RO080504POL_0015In un anno in Italia si registrano circa ottantamila separazioni e cinquantamila divorzi. In termini affettivi il fallimento di un progetto di vita. Doloroso, traumatico, ma si può recuperare. In termini economici invece separazione e/o divorzio stanno diventando per molti un “fallimento” che non si recupera, da cui non si esce.

Sono circa cinquantamila in tutta Italia gli ex coniugi che, dopo la separazione, finiscono lettaralmente in miseria: i 1500 euro circa che bastavano, con molta fatica, per sostenere una famiglia, proprio non ce la fanno a sostenerne due. Ottocento/mille euro a chi resta con il figlio, gli altri  500/700 a chi prosegue da solo. E, pur avendo un lavoro e uno stipendio, si finisce alla mensa della Caritas. Caritas che è l’autrice del “censimento”, censimento da cui sono esclusi e non conteggiati quelli che alla Caritas non si rivolgono non fosse altro che per pudore.

Separarsi costa circa 23mila euro: tremila per l’accordo consensuale, senza litigare. Cinquemila circa per riarredare al minimo una casa per chi se ne va. E poi i soldi dell’assegno di mantenimento. Quasi nessun salario operaio e molti stipendi da impiegato non sono in grado di reggere a questa pressione. Se non c’è alle spalle un patrimonio familiare, casa di proprietà, risparmi, famiglie agiate di provenienza, si scivola in miseria.