Halloween, come festeggi stasera? Tutti i consigli

Pubblicato il 31 ottobre 2011 9:14 | Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2011 11:14

ROMA, 31 OTT –  Ponte o festa in maschera? E’ il dilemma che attanaglia i contemporanei alla vigilia del 31 ottobre, che non è certo un giorno come gli altri, ma il giorno di Halloween, del dolcetto e scherzetto, del festeggio o fingo di ignorare la data.

Per chi non avesse avuto la possibilità – o la voglia – di andarsene da qualche parte più o meno lontana dai luoghi abituali di casa e lavoro, questa serata può trasformarsi in un moderno carnevale. O in una notte a pregare.

Perché se c’è chi da settimane, se non da mesi, pensa a come festeggiare la festa celtica pagana di Samhain, cioè di fine dell’estate, la Chiesa ha dato la sua riposta. Lo ha fatto per bocca di prelati come il cardinale di Torino, Cesare Nosiglia, che ha esortato i fedeli ad evitare una festa del “consumismo” che “fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore”, a quello di Bologna Carlo Cafarra, che ha tuonato contro il “relativismo dilagante” di Halloween sarebbe figlia.

E dopo le parole i fatti: molte le chiese aperte tutta la notte per celebrare la Ricorrenza dei Santi, come anti-Halloween cristiana.

Ma per chi non preferisse la versione pagana le feste non mancano. Feste in maschera in discoteca o a casa. L’importante è avere qualche dolcetto nel caso che dei bambini suonino alla porta di casa con la fatidica domanda “dolcetto o scherzetto?”.

Se invece ai dolci e ai bambini preferite qualcosa di più “adulto”, riempite il frigorifero di birra e attendete gli amici. Ovviamente non prima di aver scelto una maschera adeguata per la serata. Le offerte sono tantissime, da quella di Hillary Clinton a quella di Lady Gaga.

Per chi avesse dei figli c’è poi da pensare a riempire lo zainetto dei figli di dolcetti per eventuali feste scolastiche. E se il vostro pargolo arriva in casa con una zucca siate pronti ad intagliarla insieme a lui/lei.

Se non volete spaventare gli amici che hanno scelto di trasformarsi in vampiri per una sera, magari sull’onda del fenomeno di Stephanie Meyer Twilight, evitate aglio e crocifissi.

Se preferite mummie e animali divini, il consiglio è di andare a Torino: il Museo Egizio ha organizzato un “sabba” per la notte del 31 ottobre. Sono ammessi adulti e bambini, purché debitamente mascherati.

Per chi avesse scelto di passare la serata fuori casa, discoteche e locali offrono serate a tema, dall’aperitivo con delitto ai musical dark, passando per i concerti zigani. Il tutto preferibilmente annaffiato da pinte di birra artigianale irlandese, nel nome della tradizione.

Un ultimo suggerimento per chi ricevesse amici a casa è la carta igienica che si illumina al buio.

In ogni caso, la cosa fondamentale è avere una zucca illuminata. Quasi un chilo di zucca a testa è l’acquisto medio degli italiani all’avvicinarsi della festa, secondo Coldiretti.

E perché proprio la zucca? Se c’è chi, come il cardinale di Como Alessandro Maggiolini, qualche anno fa bollò il grosso ortaggio come più buono per farci i tortellini che altro, c’è chi preferisce svuotarlo della sua polpa e riempirlo con un lumino. E’ il jack-o’-lantern, la tipica zucca in cui si intagliano volti spaventosi che deriva dalla tradizione di intagliare rape e farne lanterne per ricordare le anime bloccate nel purgatorio. Se la rapa è stata tanto usata in Scozia e Irlanda, l’uso della zucca è stato inaugurato dagli immigrati in Nord America, dove la zucca era ben più abbondante della rapa, e più facile da intagliare.

La tradizione americana di intagliare zucche, spiega Wikipedia risale al 1837 ed era originariamente associata con il tempo del raccolto, venendo associata specificamente ad Halloween verso la seconda metà del Novecento.

Le origini della festa, però, sono molto più antiche: secondo lo storico Nicholas Rogers le origini potrebbero derivare dalla festa romana dedicata a Pomona, dea dei frutti e dei semi, o dalla festa dei morti chiamata Parentalia, sempre tra i romani.

Dall’epoca dei Romani, il salto e il collegamento più diretto e moderno del nostro Halloween risale alla festa celtica di Samhain, originariamente scritto Samuin. Il nome della festività, spiega sempre Wikipedia, è stato mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell’arcipelago britannico, deriva dall’antico irlandese e significa approssimativamente “fine dell’estate”.

Secondo l’Oxford Dictionary of English folklore,  “Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c’è evidenza che fosse connesso con la porte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane”.

Citata da William Shakespeare nei “Gentiluomini di Verona” del 1593, la festa di  All-Hallows-Even, cioè la notte prima di Ognissanti, ha trovato i suoi primi detrattori nei puritani del New England. Come alcuni sacerdoti di oggi.

Anche se, tra i vampiri di “Twilight” e gli Zombie del nuovo fenomeno letterario “Warm Bodies” di Isaac Marion, le zucche intagliate fanno sorridere.