Anima gemella. Incontri online, si torna all’antico: meglio i bar dell’algoritmo

Pubblicato il 22 agosto 2012 13:07 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2012 13:19
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Anima gemella. Diane Keaton e Richard Gere in una scena di “In cerca di Mr Goodbar”: socialità sì ma attenzione ai brutti incontri

ROMA – Per trovare l’anima gemella, o anche limitarsi ad un appuntamento, va bene internet, ma si torna all’antico. Cioè agli incontri organizzati nei bar, alle feste dedicate, ai party a tema, alle attività di gruppo. Si afferma pertanto il ritorno, aggiornato ai tempi dell’iPad di una via socializzante al posto dello scrutinio preventivo online. Il New York Times segnala la tendenza in atto, una piccola rivoluzione nel vasto mondo dei siti online specializzati. Non più l’approccio scientifico che, sommando i risultati di diversi parametri frullati nel fatidico algoritmo, disegna il profilo del potenziale partner a misura delle tue personali predilezioni e compatibilità. O almeno non più solo quello. Siti come Match.com, oppure OkCupid, sua costola autonoma, spingono di più per creare eventi e meetings dove persone, possano conoscersi direttamente, in qualche modo anche per “annusarsi”.

“Puoi fare tanto con l’accumulo di dati ma fino a un certo punto: resiste una zona incognita che ha a che fare con la natura umana, con il rilascio di feromoni”. Appunto. Cosa c’è di meglio che un appuntamento in un bel locale a New York dove conoscersi davanti a un bicchiere di vino o magari a un corso rapido di pasta fatta in casa? Già, ma allora perché non andarci per conto proprio, a che servono gli intermediari dell’amore? Non è più il caso di replicare situazioni tipo “In cerca di Mr Goodbar”, un famoso film degli anni ’70 in cui una spregiudicata Diane Keaton finiva a letto sempre con il bello e psicotico di turno, fosse Richard Gere o Tom Berenger. Certamente questi siti, invece, costituiscono un valido filtro, selezionano, incoraggiano, distinguono secondo le affinità elettive. Approntano serate dove si può bere e flirtare in allegria, con l’assicurazione della giusta dose di romance lontani dal rischio di volgari richieste troppo esplicite.

Intervistata dal NYT, la giovane e carina Emily Clapp, apprezza i nuovi servizi offerti da OkCupid. E riconosce: “Troppe volte ho conosciuto qualcuno presentatomi su Internet che al dunque non mi ha fatto sentire nessuna scintilla”. Insomma era davvero frustrante non avvertire proprio nulla, dopo aver investito un mare di tempo tra mail e contatti online, alla fine del processo di selezione suggerito da freddi calcoli algoritmici. A suo agio a una degustazione di birre le cose sembrano funzionare in maniera più naturale e soprattutto produttiva.

Va considerato che il solo OkCupid ha quasi 3 milioni di iscritti e ha organizzato un centinaio di eventi solo a New York da luglio e sta estendendo il nuovo trend a Los Angeles, San Francisco, Chicago. Stessa linea per le applicazioni da smartphone, come MeetMoi, che sfrutta la localizzazione del supporto mediatico per organizzare in fretta bar-events, coffee-parties ecc… Anche un sito di incontri esplicitamente sessuali come Nerve enfatizza la socialità degli appuntamenti. Grindr, app-mobile dedicata agli incontri omosessuali, diffuso in tutto il mondo con 4 milioni di follower, stabilisce connessioni direttamente con bar e organizzatori di feste: un messaggino e la serata è risolta.

Il fatto è che probabilmente il mercato del classico sito di schedatura dell potenziale candidato partner ha raggiunto il massimo grado di appeal: dal 2009 è un mercato stagnante. Soprattutto si sta affermando un rinnovato scetticismo verso le tecniche considerate le più scientificamente attendibili. Ma siti come EHarmony ci credono ancora fermamente  alla loro missione: “Siamo interessati a creare le condizioni per rapporti significativi offline tra persone altamente compatibili. Creare happy-hours su larga scala invece non ci interessa”. Anche se è difficile credere che sia solo un algoritmo a certificare che gli uomini preferiscono le infermiere e le donne i medici: la statistica spesso è il volto più presentabile dei vieti luoghi comuni.