Società

Iraq, Bagdad. Troppi cani randagi, ora vengono abbattuti a fucilate

Poliziotto si accinge a sparare ad un cane randagio

A Bagdad non esistono canili dove accogliere i randagi, nè sono molte le famiglie che tengono un cane quando il cibo è già scarso per tutti. Ma il numero dei cani è aumentato tremendamente specialmente dopo che l’intervento americano ha portato una parvenza di normalità in città ed ha rimesso in moto attività commerciali e mercati rionali.

Secondo i dati forniti da funzionari provinciali i cani sono ora oltre un milione e 250 mila e l’unico modo per impedire che diventino ancora di più è abbatterli.

Squadre di veterinari e tiratori scelti della polizia vanno in giro per la città fin dalle rime ore del mattino e quando individuano un randagio lo uccidono. Negli ultimi tre mesi ne hanno abbattuti 58 mila.

Le autorità non hanno avuto altra scelta che questa, crudele ma efficace, specialmente dopo che i randagi hanno cominciato ad attaccare adulti e bambini. Le squadre di veterinari e tiratori prima di cominciare i loro giri nei vari quartieri si coordinano con i militari presenti nelle varie aree, per evitare che costoro, udito uno sparo per uccidere un cane, pensino che siano ribelli e restituiscano il fuoco.

Anche i residenti sono avvertiti anticipatamente dell’arrivo delle squadre e diffidati dal raccogliere pezzi di carne in terra che potrebbero essere avvelenati e usati per uccidere o attirare i randagi.

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