“Italia liquefatta umilia i giovani”. Rapporto Censis: famiglie a consumo zero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2014 11:16 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2014 11:16
"Italia liquefatta umilia i giovani". Rapporto Censis: famiglie a consumo zero

“Italia liquefatta umilia i giovani”. Rapporto Censis: famiglie a consumo zero

ROMA –  “Italia liquefatta umilia i giovani”. Rapporto Censis: famiglie a consumo zero. L’Italia è un paese dal capitale umano “inagito” e “dissipato”. Lo afferma il Censis nel suo rapporto sulla situazione sociale del Paese 2014, in cui conta quasi 8 milioni di individui non utilizzati: 3 milioni di disoccupati, 1,8 mln di inattivi e 3 milioni di persone che, pur non cercando attivamente un impiego, sarebbero disponibili a lavorare.

Giovani non autonomi, a 2,4 mln serve aiuto genitori. Dei circa 4,7 milioni di giovani che vivono per conto proprio, oltre un milione non riesce ad arrivare a fine mese. Sono 2,4 milioni quelli che ricevono “regolarmente o di tanto in tanto” un aiuto economico dei propri genitori. Il Censis rileva il rischio di “scissione tra il welfare e i giovani” per le difficoltà occupazionali e reddituali incontrate dalle fasce più giovani della popolazione.

Italia Paese “delle sette giare”. Come ogni anno, il Censis conia una definizione d’effetto per la situazione sociale. Quest’anno si parla di “profonda crisi della cultura sistemica”: siamo una “società liquida che rende liquefatto il sistema”. Interessi e comportamenti individuali e collettivi si aggregano in mondi chiusi in se stessi. Sono le giare, contenitori con una ricca potenza interna ma che non dialogano tra loro: poteri sovranazionali, politica nazionale, istituzioni, minoranze vitali, gente, sommerso e media.

Terzo anno di recessione ma crescono i risparmi. E’ singolare che in un Paese in recessione per la terza volta in sei anni contanti e depositi bancari possano aumentare, eppure è così, più 4,9% tra il 2007 e il 2013. Il 44,6% delle famiglie destina il proprio risparmio  alla copertura da possibili imprevisti.

Famiglie a consumo zero. Le famiglie italiane affrontano la crisi con una nuova vita “a consumo zero”: riducono pranzi e cene fuori casa (62%), risparmiano su cinema e svago (58%), riducono gli spostamenti in auto e moto per non spendere troppo in benzina e modificano le abitudini alimentari (44%). Rileva il Censis che nel 2013, per il secondo anno consecutivo, le spese complessive degli italiani si sono attestate su livelli inferiori a quelli dei primi anni 2000.

Soldi in nero e sommerso strategie difensive. In più, il contante è anche lo strumento preferito per quella che il Censis chiama “l’immersione difensiva degli italiani”: il nero, il sommerso, l’evasione e l’elusione fiscale. La spesa pagata in contanti dalle famiglie italiane, le ultime in Europa per l’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronici, si può stimare in circa 410 miliardi di euro, il 41% del totale.

Ceto medio corroso, rischio banlieue parigine. Più diseguaglianze, meno integrazione, ceto medio corroso. Sono gli effetti della crisi secondo il Censis. L’Italia “ha fatto della coesione sociale un valore e si è spesso ritenuto indenne dai rischi delle banlieue parigine”, ma le problematicità ormai incancrenite di alcune zone urbane “non possono essere ridotte ad una semplice eccezione”.