Italiani “nemici” dello sport: pigro il 55%, più sfaticati i giovani e le donne

Pubblicato il 24 luglio 2012 10:26 | Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2012 10:26

PigriziaROMA – Italiani pigri e sfaticati, ma le italiane lo sono anche di più. Se poi hanno tra i 30 ed i 50 anni lo sport sembra essere un completo sconosciuto. Insomma un popolo di sedentari per quasi il 55% secondo uno studio dell’università di Pelotas, in Brasile, pubblicato sulla rivista medica Lancet. Nel globo i pigri italiani sono comunque in buona compagnia: Malta, Giappone, Cipro, Serbia e Regno Unito devono fare i conti con una “vivace” pigrizia. Una sola, magra ma non troppo, consolazione: saremo anche i più pigri, ma siamo i più longevi.

Pedro C Hallal, autore della ricerca, ha individuato un “indice di inattività” per classificare quanto la popolazione di un paese sia attiva o pigra. L’indice è stato calcolato quantificando il “muoversi” come fare attività fisica di moderata intensità almeno 5 volte a settimana, oppure 20 minuti ad intensità vigorosa almeno 3 volte a settimana.

L’Italia si è posizionata al 17esimo posto, con un indice del 54,7%. contro la media mondiale del 31,1%. Peggio dell’Italia il Giappone, al 60%, mentre tra i virtuosi delle attività e nemici della pigrizia ci sono i greci, con un indice del 15,6%. Un dato che forse i ricercatori avrebbero potuto aspettarsi nella “patria natia” dei giochi olimpici. Meglio dell’Italia anche gli Stati Uniti, con un indice del 40,5%, valore comunque ben superiore alla media mondiale.

Un italiano su due sarebbe dunque nemico dello sport. Secondo Gabriele Rosa, cardiologo e medico sportivo, direttore del Marathon Sport Center di Brescia, questo dipenderebbe dall’educazione: “Quello che manca da noi è l’educazione allo sport: a scuola se ne fa poco e arrivati all’università mancano le strutture che hanno, per esempio, i campus americani. È un problema di sistema: si ripete sempre che muoversi fa bene ma poi non si insegna come ci si deve muovere”.

Matteo Simone, psicoterapeuta e psicologo dello sport, ha spiegato che “la “pigrizia” è maggiore tra i più giovani che nella fascia 30-50 anni. Gli over 30, infatti, cominciano a fare sport come fattore di aggregazione o per seguire i consigli di un medico”, mentre i giovani devono combattere contro la mancanza, oltre che di motivazione, anche di strutture idonee.