Risultati del test Invalsi: grammatica ostica e sconosciuta per i giovani studenti italiani

Pubblicato il 5 agosto 2010 12:27 | Ultimo aggiornamento: 5 agosto 2010 13:02

scuolaIl ritratto che la terza edizione della prova Invalsi, Istituto nazionale valutazione del sistema educativo,  fa della scuola italiana non è affatto rassicurante: studenti in crisi, specialmente sulle prove di grammatica, e una scuola che spesso non è in grado di porre le basi di conoscenze necessarie. Statistiche alla mano il 21,6 per cento degli studenti di terza media ha ottenuto voti dall’8 al 10, un altro 21,6 per cento la sufficienza, mentre ben il 36,7 per cento degli studenti ha ottenuto votazioni inferiori al 6.

Le materie più ostiche? In prima posizione la grammatica, con una risposta esatta su tre, e al secondo posto la geometria, anche se sul fronte matematico la quota delle risposte esatte è stata del 51 per cento. Meglio invece la comprensione del testo, la cui quota di risposte esatte è del 60 per cento.

Tra i 585 mila studenti delle 5900 scuole secondarie in cui il test è stato distribuito emerge un quadro di profondo divario tra gli studenti del Nord, il cui livello di conoscenze è omogeneo con una media di risposte corrette in italiano del 64,6 per cento, e quelli del Sud, dove in regioni quali Abruzzo, Molise, Basilicata e Sardegna si sono registrati punteggi superiori e pari alle medie nazionali, mentre Calabria, Campania e Sicilia hanno registrato il 50,4 per cento delle risposte corrette.

Anche il genere e la nazionalità contribuiscono ad una divisione dei risultati, infatti mentre i ragazzi hanno ottenuto 2 punti in più delle ragazze per i quesiti matematici, sono stati battuti dalle ragazze sull’italiano, con lo stesso punteggio di divario. Gli immigrati invece hanno ottenuto risultati di 5 punti in meno in matematica ed 8 in italiano.

Ma il professor Pietro Cipollone, presidente dell’Invalsi, ha dimostrato grande preoccupazione soprattutto per gli scarsi risultati ottenuti nelle prove di grammatica: “Questo significa che lo studente trova maggiore difficoltà nel rispondere a quesiti che sono sotto il diretto controllo della scuola e che meno dipendono dal contributo della famiglia, degli amici o dei media”. E’ davvero preoccupante che dopo 5 anni di scuola elementare e 3 di medie  sia proprio la grammatica a risultare più ostica ed incomprensibile ai giovani studenti italiani.