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John Profumo e la relazione con la spia nazista Gisela Winegard

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John Profumo

ROMA – La lunga relazione tra John Profumo e un’affascinante spia nazista: secondo alcuni documenti del servizio di sicurezza, il ministro che negli anni’60 scosse l’establishment britannico, negli Anni Trenta s’innamorò di Gisela Winegard, una modella tedesca incontrata alla Oxford University, che in seguitò tentò di ricattarlo.

Molto tempo prima dello scandalo politico a sfondo sessuale che ancora oggi viene ricordato con il nome dell’allora Segretario di Stato per la Guerra, Profumo negli anni ’30 incontrò Gisela Winegard, una modella tedesca e “la frequentava”, rivela il dossier precedentemente top secret.

Il figlio del diplomatico Profumo era allora uno studente universitario che studiava legge al Brasenose College.
Gisela, 16 mesi più grande e conosciuta con il nome da nubile Klein, tra il 1933, anno in cui Adolf Hitler divenne il dominatore assoluto della Germania, e il 1938 si recò più volte nel Regno Unito.

Nel corso del primo viaggio andò a Oxford, apparentemente per imparare l’inglese, e dichiarò di essere anti-nazista, dicono i documenti declassificati.

Nei file, ci sono foto di Gisela e appare come una superba bellezza teutonica. I report dell’intelligence la descrivevano come “una giovane donna dall’aspetto sorprendente” e che era “nota per aver stretto amicizia con un certo numero di giovani ben noti in questo Paese”.

Non è chiaro tuttavia, se quando Profumo l’ha incontrata per la prima volta, lavorasse o meno per i servizi segreti tedeschi.

Ma i file del National Archive, dimostrano che nel 1935 e 1936, mentre era in possesso di visti non lavorativi, le fu ordinato di lasciare la Gran Bretagna per lavorare come modella e nel 1938 era stato segnalato che aveva “una certa intimità con l’addetto militare tedesco a Parigi”. Ciò portò Ministero degli Interni a raccomandare che le venisse impedito di entrare in tutto il Paese.

La Winegard rimase a Parigi durante l’occupazione della Francia e in quel periodo fu l’amante di un agente dell’intelligence tedesca, ebbe un figlio con lui e diventò intima anche di un generale tedesco.

Nel 1944, quando gli Alleati liberarono Parigi, Gisela fu imprigionata insieme ad altri agenti e collaboratori tedeschi.

Nel frattempo Profumo, conosciuto come Jack, nel 1939 era stato nominato sottotenente dell’esercito. L’anno seguente, a 25 anni, mentre era ancora in servizio fu eletto deputato Tory a Kettering, nel Northamptonshire, diventando così il più giovane parlamentare dell’epoca. Continuò a servire, distinguendosi, l’esercito nella seconda guerra mondiale.

I file mostrano che rimase in contatto con Gisela almeno fino al 1950.

Nel 1942, la donna scrisse una lettera a Profumo ma fu intercettata dall’MI5: proveniva dalla Svizzera, dove apparentemente era andata a lavorare come modella.

“Jack, tesoro, è molto difficile scrivere questa lettera perché non riesco ad abituarmi all’idea che sono libera di scriverti senza censura” e poteva farlo poiché durante la guerra, la Svizzera era neutrale e non occupata.
“Ma non sono felice come quando mi trovato all’88 Seymour Street”, dove viveva a Oxford.

Dopo la cattura, durante la liberazione di Parigi, fu detenuta nella prigione di Fresnes e in seguito fu trasferita in un carcere a Rue Suchet, a Parigi, di cui Edward Winegard era a capo. Era un cittadino americano di origine tedesca che prestava servizio nelle forze statunitensi.

I file dicono che fu liberata e poco dopo andarono ad Amburgo dove Gisela e Edward si sposarono. A un certo punto, nel 1947/48, mentre vivevano nel sud della Francia, i Winegards litigarono violentemente con il servizio di intelligence americano “per aver ospitato uno dei capi della rete di spionaggio tedesca”.

Si trasferirono a Tangeri, in Marocco, dove lavorarono per la stazione radio “Voice of America”. Ma nell’aprile del 1950, fu licenziata dal lavoro di archivista “quando scoprirono che durante la guerra aveva lavorato per i tedeschi ed era al 100% filo-tedesca”.

Il matrimonio era sotto pressione, con Edward che nel settembre 1950 affermava che la moglie lo aveva lasciato perché aveva scoperto “lettere affettuose” scritte da Profumo sulla carta da lettere dell’House of Commons, precisano i file del National Archives.

Profumo aveva riferito all’MI5 la sua relazione con la Winegard, un memo afferma che nel 1941 ammise di averla incontrata nel 1936 “e la conosceva bene”.

Informazioni date al maggiore J.J. Astor il quale, per una singolare coincidenza, era il fratello minore di William, 3° visconte Astor. La casa di famiglia Astor, a Cliveden nel Buckinghamshire, infatti, fu il luogo in cui si sviluppò successivamente lo scandalo Profumo.

Nel 1945, una lettera contenente informazioni dal maggiore Astor diceva: “Gisela Klein è descritta come estremamente intelligente, spiritosa e socievole” e nota per aver trascorso un po ‘di tempo al Cairo e Alessandria dove “si dice che abbia conosciuto in entrambi i luoghi tutti gli agenti”.

Il maggiore scrisse inoltre che sua madre, Lady Astor, “ha espresso l’opinione che lei (Gisela) fosse una spia”. Nel 1945 con la vittoria schiacciante del Labour, Profumo perse la “poltrona” ma nel 1950 fu eletto a Stratford-upon-Avon.

Nella piscina di Cliveden, Profumo posò gli occhi su Christine Keeler. La loro relazione fu al centro dello scandalo che prese il suo nome. Quando la storia con la ballerina diventò pubblica, emerse che la giovane aveva una relazione anche con un attaché militare russo.

Profumo mentì in Parlamento ma quando la verità venne fuori, fu costretto ad ammettere la storia. Lo scandalo aiutò il Governo. I file diffusi di recente, rivelano che nel 1963 al culmine dello scandalo l’MI6 inviò dei documenti per le indagini dell’MI5, il cui capo era Arthur Martin, su Profumo e la Winegard.

La lettera del 1963 parla della richiesta di visto per il Regno Unito della Winegard, poi rifiutata, affinché potesse riunirsi al marito.

All’epoca, le autorità ritenevano che i Winegards avessero di recente intrapreso attività mirate all’estorsione e che il viaggio nel Regno Unito fosse collegato al ricatto. I report non dicono chi potesse essere l’obiettivo ma la richiesta di visto indicava come referenza “Jack Profumo, deputato di South Cattering”.

Richard Dunley, del National Archives, ha detto che la notizia del coinvolgimento di Profumo con una spia nazista è stata accolta come “una grande sorpresa” ma pensava fosse ampiamente noto che era “un po’ donnaiolo”.

“Ciò che emerge chiaramente è lo straordinario paralellismo tra questo e il successivo scandalo: la connessione tra gli Astor e Profumo che scrivono a Gisela su carta da lettere dell’House of Commons”.

“Nello scandalo del 1963 una nota scritta da Profumo alla Keeler su carta ministeriale era determinante e c’era una grande preoccupazione sul fatto che potesse essere ricattato a causa di questa lettera”.

Dopo lo scandalo del 1963, Profumo lasciò la politica e si dedicò al lavoro di beneficenza. Morì nel 2006 a 91 anni.

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