La sfida delle scarpe da corsa invisibili: praticamente un guanto ai piedi e la sensazione di correre scalzi

Pubblicato il 31 agosto 2009 12:22 | Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2009 12:27

Meglio scalzi che mal accompagnati dalle solite scarpe da corsa: più leggeri e a contatto del terreno, le falangi del jogging vogliono assaporare nuove sensazioni fasciando le dita dei piedi con un rivestimento che calza come un guanto.

L’ultimo trend dell’abbigliamento sportivo potrebbe avviare una rivoluzione che marcia a piedi quasi nudi ma procede spedita contro i moloch degli accessori sportivi come Nike, Adidas, ecc. La sfida della italiana Vibram’s FiveFingers allo status quo imposto dai giganti della produzione di scarpe da corsa, si propone di di migliorare le performance dei corridori e di prevenire gli infortuni.

Molti sono convinti che correre a piedi nudi sia in effetti più naturale e comodo, nonostante una schiera di medici specializzati affermi il contrario. Nei circoli sportivi il dibattito è aperto: gli innovatori sono pronti ad accogliere le novità offerte, oltre che dalla Vibram, da Felmax e Terra Plana: un design rivoluzionario per una suola sottilissima che combina i benefici dell’andare scalzi con uno strato minimale di protezione del piede.

Non si tratta solo di moda o di sport: la novità potrebbe destabilizzare un mercato, quello delle “running shoes”, di ben 17 miliardi di dollari.

Le multinazionali della scarpa da corsa corrono ai ripari sostenendo che hanno aiutato gli atleti a correre meglio evitando stress e stiramenti, per non parlare di vetri rotti ed altri possibili nemici sulla strada.

Ma per quante siano le evoluzioni tecnologiche introdotte, gli esperti del settore sostengono che dal 1970 la quota di infortunati è sempre alla stessa. Di più, alcuni scienziati dichiarano apertamente che nessuna prova certa ci dice che la scarpa super sagomata faccia bene.

Musica per le orecchie di quanti già sfrecciano con la scarpa invisibile immaginandosi uomini primitivi programmati per vibram_fivefingerscorrere e sfuggire nelle savane le belve feroci. Il che, in termini evoluzionistici, è del tutto plausibile.