Gioco, in tutta Italia le proteste dei lavoratori del settore: “Siamo disperati”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 Novembre 2020 13:43 | Ultimo aggiornamento: 2 Novembre 2020 13:43
lavoratori gioco

I lavoratori del gioco scesi in piazza a Milano fonte: Radio Lombardia

Sale chiuse, i lavoratori gioco scendono in piazza per rivendicare il loro diritto al lavoro

Dopo 4 mesi dalle riaperture dopo il primo lockdown, che ha tenuto chiuso il comparto gioco legale per 100 giorni, per sale scommesse e bingo arriva l’ennesima mazzata. Una mazzata sia per i gestori che per i lavoratori del settore gioco.

Settore gioco: lavoratori di nuovo in difficoltà

Dallo scorso lunedì 26 ottobre, e fino al 24 novembre prossimo, per effetto dell’ultimo DPCM firmato dal Premier Conte per contenere l’impennata di contagi da coronavirus, è scattata una nuova chiusura che sta mettendo in grave difficoltà i lavoratori del settore.

Ciò nonostante nelle sale siano state adottate dei protocolli sanitari particolarmente stringenti in tema di distanziamento e divieto di assembramento, oltre che di obbligo di mascherina e disinfezione delle attrezzature di gioco.

Un duro colpo anche per l’Erario

Un duro colpo per le attività ma anche per l’Erario che secondo proiezioni Agimeg, costerà circa 600 milioni di euro in termini di minori entrate erariali. Cifra che si somma ai 2 miliardi di euro andati letteralmente in fumo a causa del primo lockdown. 

Nei primi sei mesi del 2020, infatti, le entrate per lo Stato sono state pari a 2,2 miliardi di euro, contro i 4,2 miliardi dell’analogo periodo 2019. Un danno enorme per le casse erariale, ma anche per gli addetti ai lavori, concessionari gestori ed esercenti, per i quali si stima un ‘buco’ nei ricavi di diverse centinaia di milioni di euro.

Il comparto del gioco in Italia dà lavoro, tra impieghi diretti e indotti, a 120 mila persone: dopo il primo lockdown, circa il 15% delle imprese del settore non ha più riaperto.

Per questa ragione in tutta Italia sono partite le proteste dei lavoratori del settore. Padri e madri di famiglia che senza lavoro si trovano in serie difficoltà che si sentono abbandonati dal Governo.

Proteste in tutta Italia

“Per prevenire il contagio da Covid 19 abbiamo seguito le normative alla lettera, facendo tutto il necessario. Ci sentiamo abbandonati e discriminati, noi non siamo inutili, paghiamo le tasse e le imposte. Siamo persone oneste che vogliono lavorare piuttosto che usufruire degli ammortizzatori sociali. In questo modo non si fa altro che incentivare il gioco illegale, stanno spostando l’offerta”. Così parla ai microfoni di Milano Pavia Tv uno dei tanti lavoratori scesi in piazza a Milano.

Dal capoluogo lombardo la protesta si è spostata a Potenza in Basilicata. Dove uno striscione qualche giorno fa recitava: “Non vogliamo elemosina, ma attività aperte”. Fino alla silenziosa manifestazione di Sanremo dove i dipendenti del casinò hanno organizzato un flash mob in segno di protesta in un luogo simbolo. La scalinata che porta alle sale da gioco chiuse dall’ultimo DPCM emanato dal governo Conte per fronteggiare il diffondersi della pandemia da Covid-19.

Ad ascoltare le loro istanze è stato il deputato ventimigliese della Lega Flavio Di Muro. Che ha partecipato ad una sorta di assemblea sindacale dei lavoratori insieme con i consiglieri comunali del Carroccio Daniele Ventimiglia e Stefano Isaia. «Oggi ho incontrato i rappresentanti sindacali dei lavoratori del Casino di Sanremo”, ha detto l’onorevole. “Li ringrazio perché ho avuto modo di approfondire gli aspetti normativi e occupazionali relativi alla casa da gioco. Ringrazio i consiglieri comunali della Lega Sanremo Daniele Ventimiglia e Stefano Isaia che mi stanno affianco in questa battaglia e tutte le sigle sindacali. Cercherò di spiegare al Governo la peculiarità di questa situazione perché è evidente che a Roma hanno le idee molto confuse».