Lecce, incontro sul gioco legale: “Senza regole non c’è un gioco sicuro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Novembre 2019 12:55 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2019 12:58
Slot machine, Ansa

Una slot machine (foto d’archivio Ansa)

ROMA – A Lecce si è tenuto un confronto per parlare del riordino del settore del gioco locale con un testo unico e condiviso. 

Introdotti dall’assessore regionale Sebastiano Leo, dall’assessore del Comune di Lecce Paolo Foresio e moderati da Riccardo Pedrizzi, presidente Commissione Finanze e Tesoro del Senato dal 2001 al 2006,  hanno preso parte all’evento diversi esponenti delle istituzioni locali ma anche personalità delle forze dell’ordine, ricercatori ed esperti di dipendenze.

Secondo i dati dell’ultimo Libro Blu di ADM-Agenzia Dogane e Monopoli in Italia nel 2018 la spesa (giocato meno vincite erogate) per il gioco è stata pari a 18,9 miliardi di euro, con un gettito per l’erario di 10,4 miliardi di euro. La Puglia ha contribuito con una spesa di poco superiore a 1,25 miliardi di euro (dato consolidato fonte ADM). Nella provincia di Lecce la spesa si è assestata su circa 250 milioni di euro.

“La criminalità organizzata ha da sempre manifestato interesse per il settore del gioco e delle scommesse – dichiara Antonio De Donno, Procuratore Capo della Repubblica di Brindisi e Presidente dell’Osservatorio permanente su Gioco, Legalità e Patologie dell’Eurispes – ed è solo con il meccanismo del gioco pubblico, controllato dallo Stato attraverso i concessionari, che si è cercato di porvi rimedio. È vero che l’aumento dell’offerta di gioco conseguitane ha comportato ricadute sociali negative, quali l’incremento delle ludopatie, ma è illusorio pensare che il problema possa essere risolto mediante strumenti come il distanziometro e la riduzione degli orari di apertura dei locali in cui si effettua l’offerta di gioco”.

“Il Questore, Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza, in materia di giochi e scommesse, interviene – sottolinea il questore di Lecce Andrea Valentino – ed esprime le proprie attribuzioni per garantire l’interesse pubblico alla regolarità del servizio e, in particolare, per prevenire la sua possibile degenerazione criminale. Per tale motivo questa attività integra un servizio pubblico suscettibile di concessione prima e di autorizzazione poi. Ai sensi dell’art. 88 del TULPS, il rilascio della licenza necessaria per l’esercizio di sale scommesse e di altri giochi leciti, impone la verifica sia dei requisiti richiesti dalla legislazione di pubblica sicurezza, sia il rispetto delle normative, regionali o comunali, in materia di distanze minime di tali attività commerciali da luoghi considerati sensibili, ovvero da tutti quei luoghi, in primis gli istituti scolastici, nei quali si presume la presenza di giovani e minori. Infatti in materia di lotta alla ludopatia, la localizzazione dei punti di raccolta del gioco è materia che attiene, contestualmente, alla tutela della salute e dell’ordine pubblico”.

“Per un amministratore pubblico la legalità è un valore da perseguire ogni giorno – aggiunge Silvia Miglietta, Assessora al  welfare – È nel lavoro quotidiano infatti che matura la capacità di procedere senza cedimenti verso il perseguimento dell’interesse pubblico. Legalità vuol dire orientare la propria attività in questa direzione, consapevoli di dover imparare a dire dei no scomodi e a intervenire in zone grigie che spesso sarebbe più comodo ignorare. Se c’è un sentimento che si può associare alla legalità, questo è il coraggio. Il coraggio soprattutto di sfidare sé stessi, l’indifferenza, l’istinto di voltarsi dall’altra parte”.

Per contrastare la diffusione del GAP-Gioco d’Azzardo Patologico, sempre più spesso si è cercato di intervenire sul tempo e sulla collocazione dei punti gioco. In particolare è stato adottato il cosiddetto distanziometro, ovvero una distanza minima dai punti sensibili (scuole, ospedali, chiese, etc.). Secondo un’analisi condotta da Eurispes (Gioco legale e dipendenze in Puglia – ottobre 2018) su dati dell’Istituto Superiore di Sanità, il giocatore fortemente problematico preferirebbe privacy e lontananza dai luoghi dove si vive quotidianamente.

Il distanziometro non servirebbe quindi a dissuadere l’attività del giocatore patologico che proprio la legge vorrebbe tutelare.

“Il riordino dell’intero settore del gioco pubblico – dice Alberto Baldazzi, Vice Presidente Ricerche Eurispes – è essenziale per un corretto governo del sistema. La lotta al gioco illegale e una più efficace azione di contrasto e cura delle dipendenze patologiche, devono procedere affiancate, anche per assicurare prospettive accettabili per la filiera legale. Il mix di para-proibizionismo e di velleitarismo che ispira alcuni settori della politica, sia a livello centrale che periferico, non può che produrre disastri, anche al di là delle buone intenzioni che li ispirano. La concretezza ed il realismo sono due qualità essenziali per qualsiasi politica veramente riformista”.

Alle stesse conclusioni arriva anche la ricerca “Gli effetti del distanziometro e dei limiti orari” effettuata nel 2019 da BVA-DOXA. La variabile della location giocherebbe un ruolo solo di tipo emozionale per il giocatore, che si sposterebbe quindi in altro luogo se non addirittura su rete online.

“Le ricerche condotte da Eurispes e dall’ISS – dichiara Marco Zega, Direttore Finanza e Affari Istituzionali di Codere Italia SpA – confermano l’inutilità, e talvolta anche la pericolosità, di provvedimenti come le distanze da luoghi sensibili messi in campo da alcuni enti locali, più per ottenere un’ eco mediatica che per perseguire gli obiettivi di tutela dei soggetti a rischio e di sicurezza del giocatore. Ripensando la propria normativa, la Regione Puglia ha dimostrato lungimiranza consentendo la permanenza sul proprio territorio dell’offerta del gioco legale. Consentire la raccolta di gioco legale vuol dire garantire al contempo occupazione e un’offerta legale sicura, al fine di contrastare la presenza di realtà di gioco illegali e fuori controllo. La lotta al gioco d’azzardo patologico, insieme al rispetto della legalità e alla tutela dei posti di lavoro, è obiettivo degli stessi operatori appartenenti alla filiera del gioco legale. Siamo pronti a dimostrarlo lavorando a Lecce in sinergia con la ASL e con il Comune per fare educazione e informazione consentendo di attivare nella nostra sala un presidio sanitario che possa interloquire direttamente con i nostri dipendenti e i nostri clienti”.

Senza dubbio va sottolineato che il gioco può portare con sé il rischio che, in gruppi di persone particolarmente vulnerabili, possa sfociare in una vera e propria dipendenza, così come spiega Salvatore Della Bona, Direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’ ASL Lecce:

“L’utenza presso i Ser.D e i due Centri specialistici per il trattamento del Disturbo da Gioco D’azzardo del Dipartimento Dipendenze Patologiche della AslLE è in progressivo e costante aumento, si rende pertanto necessario predisporre azioni mirate sia in campo preventivo che per la diversificazione dell’offerta di trattamento, per tale ragione il DDP della AslLe ha individuato una serie di interventi, in linea con il Piano Regionale di contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico, per il raggiungimento di tali obiettivi”. Presso il DDP di Lecce attualmente risultano in cura 191 soggetti con problemi di gioco patologico. Secondo Claudia Venuleo, Ricercatrice e Docente di Psicologia Clinica presso il Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo dell’Università del Salento “I fattori di rischio e i fattori protettivi di tipo psicosociale possono sostenere o, viceversa, vincolare un ingaggio problematico nel gioco d’azzardo. Giocano un ruolo importante anche le dimensioni connesse al capitale sociale e il rapporto tra ludopatia e malessere sociale (basso supporto percepito, povertà della rete sociale, sfiducia interpersonale), anche in rapporto a dati di ricerca raccolti nel territorio salentino. Le strategie di prevenzione e contrasto devono tenere conto di questi elementi, allargando lo sguardo dal giocatore alla rete sociale di riferimento”. Dopo Lecce, i prossimi incontri “In nome della Legalità” si terranno in altre città d’Italia al fine di tenere alta l’attenzione sulla tutela del gioco lecito e responsabile.