Lo stalking della suocera: aumentano le denunce, le nuore chiamano i carabinieri

di Warsamè Dini Casali
Pubblicato il 30 Ottobre 2012 11:59 | Ultimo aggiornamento: 30 Ottobre 2012 13:59
Le troppe angherie delle suocere valgono una denuncia per stalking

ROMA – A Vicenza una donna di 69 anni è indagata per stalking per aver reso impossibile la vita della nuora. Il campionario delle accuse è abbastanza risaputo: la lamentela permanente, il dito puntato, i paragoni contundenti, il controllo vigile h 24, l’igiene, l’educazione dei figli…e sei pigra, ma come ti vesti ecc.. La suocera “stalker” aggiorna l’identikit della persecutrice di giovani nuore sempre in difetto per definizione. Sono aumentate le denunce verso signore abbastanza in forma da rendere un calvario insostenibile la vita delle sfortunate spose dei propri figli. I matrimonialisti plaudono alla introduzione del reato di stalking: situazioni conclamate ma sempre taciute vengono finalmente a galla, la suocera da barzelletta in realtà può fare del male, e molto.

A Viterbo, qualche mese fa, un’altra suocera è stata denunciata per stalking. Stavolta per il motivo opposto: tampinava e subissava di telefonate, richieste e minacce la ex del figlio. Se ne era andata, il poverino non viveva più, mammina s’è data da fare, senza peraltro immaginare neanche per un istante che potesse essere lei la causa della separazione. In ogni caso, quando la suocera sconfina, oggi la legge bastona. “C’è voluto il reato di stalking perché intrusioni così invasive, e che possono essere  causa di gravi danni, fossero riconosciute in campo giudiziario” dice al Corriere della Sera Anna Galizia Danovi, matrimonialista e presidente del Centro per la riforma del diritto di famiglia.

Psicologi, avvocati matrimonialisti (chiamatevi divorzisti, così, per chiarezza), sociologi sono tutti d’accordo: va posto un argine alla dismisura della suocera che, nel frattempo, storicamente, ha deviato il protervo sguardo dal genero alla nuora. Ovvio che l’incremento dei reati di stalking con suocere coinvolte varrà anche come indicatore della difficile convivenza familiare nell’epoca della crisi economica e del welfare domestico. Ma, piccola obiezione, è davvero giusta la criminalizzazione di ogni controversia quotidiana (a Padova anche un cane è stato dichiarato vittima di stalking)?

La direzione intrapresa in campo giuridico/sociale non era quella di una progressiva depenalizzazione dei reati? Combattici tu con quell’arpia, risponderebbe, e si capisce, qualche nuora disperata. Una soluzione, però, c’è. Scritta nero su bianco, ma non come una sentenza del tribunale: un bell’accordo prematrimoniale, un contratto, un patto che impegni i contraenti a non derogare da certe regole. Mamma tutte le domeniche a pranzo proprio non si può. Insieme a tante altre piccole colonne d’Ercole invalicabili che la suocera può benissimo tenere a mente. E se è dura d’orecchi gli si fa un bello schemino, prematrimoniale.