Lockdown e vita di coppia, la quarantena ha messo a dura prova la convivenza

di Caterina Galloni
Pubblicato il 10 Luglio 2020 6:22 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2020 16:29
Lockdown, foto d'archivio Ansa

Lockdown e vita di coppia, la quarantena ha messo a dura prova la convivenza (foto Ansa)

La quarantena ha messo a dura prova la convivenza, non sempre ha migliorato la qualità di vita della coppia.

Secondo Relate, che offre servizi di sostegno, una persona su otto avrebbe avuto dubbi sulla relazione, c’è stato un aumento del 42% delle richieste di divorzio.

Per alcune coppie, trascorrere tanto tempo insieme ha fatto emergere problemi che covavano da tempo.

Poi ci sono state le pressioni esterne:

“Durante lockdown molte persone erano preoccupate per la situazione finanziaria, per i genitori anziani o malati”, ha osservato la psicologa Annette Forster.

“Molti si sono destreggiati tra lavoro e figli a casa e c’è stata maggiore attenzione a come erano condivise le faccende domestiche. Se una persona pensava di fare più dell’altra, si creava risentimento”.

“La vita normale è generalmente tratteggiata da altre attività. Andare al lavoro, incontrare gli amici, andare in palestra o al pub”.

“Se c’è amore le relazioni possono andare avanti e superare le difficoltà. Ma durante il lockdown le coppie sono rimaste intrappolate nel quotidiano senza avere una via d’uscita”.

Il sondaggio di Relate ha mostrato che il 27% delle persone ha considerato il partner irritante e circa un quarto ha affermato che il lockdown ha messo sotto pressione la relazione.

La tensione era innescata da qualsiasi cosa. Dalle faccende domestiche alla cura dei figli o da pochi rapporti ses*uali ma è il modo in cui vengono affrontati i problemi che rafforza o crea una rottura insanabile della coppia.

Peter Saddington, consulente di Relate, afferma:

“Un motivo banale, chi carica o svuota la lavastoviglie, nel lockdown è diventato una sorta di dramma e se si era arrabbiati per qualcosa le emozioni si sono intensificate velocemente”.

Se accade in una condizione normale “è bene concedersi una pausa, fare una passeggiata e al ritorno si vedrà la situazione in un’altra ottica, ci si sentirà meno arrabbiati”.

Un altro problema diffuso è l’intimità. Chi aveva difficoltà prima del lockdown, in seguito sarà diventato un grande problema.

“E’ necessario parlarne”, dice Saddington.

AFFRONTARE I PROBLEMI

Ora che le misure restrittive sono state allentate e si riprende la vita (quasi) normale, sarebbe più semplice spazzare i problemi sotto il tappeto ma affrontarli è la chiave per mantenere nel tempo la felicità.

La comunicazione è essenziale, afferma Saddington. “Passate quotidianamente un po’ di tempo per raccontare entrambi com’è stata la giornata”.

“Cosa ti sta stare giù di morale, cosa ti aiuterebbe? Non bisogna cercare di leggere nella mente del partner o fare ipotesi. Più ascoltiamo, meglio possiamo capire l’altra persona”.

“Se c’è un problema, dedicate un po ‘di tempo per parlarne ma, attenzione, non prima di andare a dormire”. Saddington consiglia anche la pianificazione del lavoro in caso di smart working.

“Durante il lockdown spesso le persone hanno lavorato più ore rispetto al solito. E’ indispensabile stabilire degli orari, ad esempio dalle 9 alle 17 ma dopo spegnere il pc.

“Trovate anche il tempo di praticare esercizio fisico. Si rilasciano endorfine, ormoni che fanno sentire bene”.

IL PUNTO DI NON RITORNO

Ma alcune coppie sono arrivate a un punto di non ritorno. Annette Forster spiega:

“Accade in presenza di un abuso fisico o emotivo.

Ci sono quattro comportamenti che di solito suonano la campana a morte per le coppie in difficoltà. “La prima è criticare costantemente il partner o essere criticati.

Se il partner è sprezzante, vuol dire che sta mettendo in atto un abuso”.

“Può essere manipolativo, farvi pensare che il problema siete voi ma in realtà è lui o lei”.

“Se il partner alza un muro, vuol dire che rifiuta di interagire mentre voi cercate di affrontare un problema”.

“Si arrabbia continuamente o rifiuta di scendere a compromessi?

E’ possibile che decidiate di non poter più vivere quel tipo di relazione”.

Saddington sostiene che una volta che una relazione è diventata tossica, potrebbe segnare la fine.

Aggiunge:

“Le accuse reciproche, indulgere in abitudini poco salutari, come bere troppo alcol, sono pessimi segnali”. “Se si è pronti a lavorarci c’è comunque la possibilità di sistemare le cose. Ma se uno dei due è chiaro che vuole chiudere, si parla di rottura definitiva”.

“Il lockdown ha reso molto difficile l’allontanamento da casa e abbiamo lavorato con le coppie, cercando di aiutarle a vivere sotto lo stesso tetto fino a quando non sarà possibile la separazione”. (Fonte: Sun)