Margaret e la vita a corte raccontata dalla sua dama di compagnia nel libro “Lady in waiting”

di Caterina Galloni
Pubblicato il 1 Ottobre 2019 6:45 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2019 21:09
Margaret e la vita a corte raccontata dalla sua dama di compagnia nel libro "Lady in waiting"

La principessa Margaret con i Beatles (foto da archivio ANSA)

LONDRA – Anne Glenconner, ex dama di compagnia della principessa Margaret, sorella di Elisabetta II, nel suo libro “Lady in waiting”, racconta la sua lunga amicizia con Sua Altezza Reale, di quando si confidavano i tradimenti dei rispettivi mariti e la circostanza in cui lei presentò alla principessa quello che sarebbe diventato il suo “toy boy”, Roddy Llewellyn, una relazione che durò otto anni. Un libro di memorie che ripercorre parte della vita della principessa irrequieta, problematica e anticonformista.

Un giorno del 1993, a Kensington Palace, arrivò a pranzo Peter Townsend, l’uomo che un tempo la Principessa Margaret aveva amato e che avrebbe voluto sposare: erano passati 40 anni dall’ultima volta che l’aveva visto. Glenconner era presente, guardava da una finestra quell’uomo ora molto anziano che scendeva dall’auto e lentamente si avviava verso la porta. Negli anni Cinquanta, quando si erano innamorati perdutamente, era lo scudiero di Giorgio VI, padre di Margaret, e un eroe di guerra. Ma era anche divorziato e in quel periodo un matrimonio con un membro della famiglia reale era considerato uno scandalo.  

Alla principessa fu dato un ultimatum: scegliere tra Townsend e la vita reale. “Non partecipai al pranzo, ma quando Townsend se ne fu andato, la principessa Margaret mi chiese di sedere accanto a lei” racconta Glenconner. “Com’è andata?”, le aveva chiesto la dama di compagnia. “Non è cambiato affatto”, rispose la principessa. Fu una risposta toccante, ricorda Glenconner, considerato l’aspetto fragile dell’ex innamorato e tutti gli anni trascorsi. Sarebbe stata più felice se avesse sposato Townsend, invece che Tony Armstrong-Jones, che era infedele e spesso crudele?, la domanda dell’ex dama di compagnia che aggiunge: “Ero triste per lei. Ma la principessa non si soffermava su cose che non potevano essere cambiate. Dopo un momento di pausa, passava a un altro argomento di conversazione”. “Ad essere sincera, condividevo il suo atteggiamento nei confronti della vita. Ci ha fatto stare bene, permesso di ridere, divertirci e sfruttare al meglio le situazioni, nonostante i problemi nelle nostre rispettive vite private”.

Glenconner, figlia del Conte di Leicester, uno scudiero di re Giorgio VI, conosceva Margaret fin da bambina  ma la loro amicizia era diventata stretta quando lei aveva sposato Colin Tennant, erede del barone Glenconner. Nel 1971, Margaret le chiese di diventare una delle sue dame di compagnia e l’invito non sarebbe potuto arrivare in un momento migliore perché “Colin – sempre imprevedibile e irascibile – stava attraversando una fase particolarmente difficile”. La principessa ne era pienamente consapevole, era abituata al carattere del padre, che quando era di malumore la voleva accanto per distrarlo. “La principessa sapeva fin troppo bene che a volte avevo bisogno di una pausa da Colin e lui era orgoglioso che avessi un ruolo ufficiale nella royal family”.
Glenconner ricorda che Tony Armstrong aveva tratti caratteriali simili a quelli del marito Colin: era eccentrico, imprevedibile ed esigente ma proprio come Colin incredibilmente affascinante.
Nel 1968 il matrimonio era teso. Non solo Tony – come Colin – era soggetto a sbalzi d’umore, ma entrambi avevano un’amante.  

La principessa le raccontò che non apriva più la sua cassettiera perché Tony aveva preso l’abitudine di lasciare all’interno delle spiacevoli note. In una c’era scritto:”Sembri una manicure ebrea e ti odio”. Tutti l’avevano sempre trattata con il massimo rispetto. Tranne Tony, che era dispettoso e le scriveva ignobili biglietti che nascondeva tra i libri, i guanti o i fazzoletti di Margaret. “Nel 1973 quando invitammo la principessa per un weekend a Glen, la situazione era questa. Per l’occasione avevo programmato una grande cena ma un invitato cancellò l’impegno all’ultimo momento e ci trovammo a corto di un uomo”.

Colin le suggerì di chiamare la zia Violet Wyndham che l’avrebbe consigliata al meglio e infatti dette alla Glenconner il numero di Roddy Llewellyn, il cui padre Harry aveva vinto l’unica medaglia d’oro per la Gran Bretagna alle Olimpiadi del 1952. “Non avevamo mai incontrato Roddy, ma era giovane e disponibile. Ricordo che ero imbarazzata a chiamarlo, ma con mio grande sollievo ha accettato l’invito”. Colin andò alla stazione di Edimburgo per incontrarlo, accompagnato dal figlio adolescente Charlie e dalla principessa Margaret, che era incuriosita perché conosceva il padre di Roddy. “Io sono rimasta a casa. Sono tornati dopo ore. Ero fuori, pronta a salutarli, quando l’auto si è fermata, sul retro la principessa Margaret e Roddy si tenevano più o meno per mano”.

Colin aveva spiegato che erano andati a pranzo in un bistrot. “Tra la principessa e Roddy era immediatamente scattato qualcosa, anche se lui aveva 17 anni di meno. Erano andati insieme a fare shopping per trovare un costume da bagno da uomo aderente. Disse a Colin:”Oh, cavolo, cosa abbiamo combinato!?” Roddy confidò alla dama di compagnia quanto fosse bella la principessa Margaret e lei rispose:”Dillo a lei, non a me”. Così fece e da quel momento furono inseparabili, fu chiaro che erano innamorati. Roddy aveva una sorprendente somiglianza fisica con Tony, ma a differenza di Tony, era molto gentile e aveva un senso dell’umorismo ingenuo che piaceva alla principessa. Rimasero insieme per otto anni e amici per tuttal la vita. La presenza di Roddy fece la differenza nella vita di Margaret che all’epoca aveva sopportato diversi anni di infelicità a causa il marito.

Verso la metà degli anni Settanta, il matrimonio era a un punto di rottura, ma lei non voleva divorziare, in parte perché era molto religiosa e in parte perché avevano due figli. Quando nel 1978, Lucy Lindsay-Hogg, l’amante di Tony, rimase incinta, lui chiese il divorzio. Margaret era devastata dal fallimento del matrimonio ma al riguardo non poteva fare nulla. Successivamente la principessa ebbe due ictus e perse gran parte della vista. Mentre in passato adorava essere circondata da uomini, ora rifiutava la loro compagnia, anche quella di Colin. “Alcuni di noi le leggevano regolamente dei libri: una volta la trovai particolarmente entusiasta perché ne aveva uno nuovo”. “Me lo leggeresti? Parla di semi”, disse Margaret. “Ebbi un tuffo al cuore. Un intero libro sui semi delle piante. Cosa poteva esserci di più noioso? Ma glielo aveva regalato Roddy, non solo era elettrizzata ma sinceramente interessata”.

Nel periodo di Natale del 2001, fui contattato da una delle dame della regina, mi confidò che la principessa Margaret sembrava avesse rinunciato a vivere. Andai subito a Sandringham e la trovai a letto, le coperte rimboccate fino al mento.

“Ho ignorato l’atmosfera triste e l’ho salutata con entusiasmo. “Ma’am, Antiques Roadshow andrà in onda tra un minuto. Guardiamolo mentre beviamo del tè”. Il suo viso si illuminò un po’ e accettò di alzarsi dal letto. Dopo Natale, la principessa Margaret era ulteriormente peggiorata e a febbraio 2002 era morta per un terzo ictus. Glenconner ricorda quel momento:”Ero molto triste, mi sentivo persino persa. Eravamo state davvero buone amiche e avevamo trascorso insieme molto tempo. La sua assenza ha lasciato un vuoto enorme nella mia vita”.

Fonte: Daily Mail