Il divorzio? Tutta colpa dell’abitudine

Pubblicato il 22 luglio 2010 18:23 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2010 13:42

Se non sono corna e gelosia a uccidere il matrimonio, allora è l’abitudine. A rompere l’idillio tra le coppie, con separazioni e divorzi, è la routine: parola dell’Associazione Matrimonialisti Italiani (Ami). Noia, incapacità di rinnovarsi e trovare nuovi equilibri nella vita coniugale fanno fallire, secondo l’Ami, il 40% delle unioni.

Le infedeltà coniugali si collocano invece al 30% e le ingerenze dei suoceri al 20%. Per quanto riguarda i tradimenti, più del 50% sono “tollerati”. Più alta l’età media dell’infedele (44 anni) e quindi anche i ‘separandi’si fanno più vecchi.

L’età più critica per gli uomini è 60 anni, mentre per le donne 54, ed entrambi i sessi cercano partner più giovani per le loro scappatelle. Il 60% delle infedeltà coniugali avviene sul luogo di lavoro (l’ora del tradimento è la pausa pranzo dalle 14 alle 15). I tradimenti nel 60% dei casi si scoprono curiosando negli sms, nel 20% entrando nella posta elettronica del partner, nel 10% con investigazioni, nel restante 10% mediante lettere o telefonate anonime. Per quanto riguarda le ingerenze dei suoceri nel menàge coniugale, crolla il mito della suocera cattiva e compare quella del suocero sempre più invadente e litigioso. Un dato significativo emerge a proposito della routine che uccide il matrimonio: il 30% delle coppie italiane vive un matrimonio “bianco”, senza sesso (o quasi). Ciò avviene anche tra le coppie under 40. Ed e’ il mese di agosto a far registrare il più alto numero di crisi familiare (30% dei casi); molto spesso la vacanza per molte coppie vuol dire “addio”.