Anche le nozze possono essere occasione di aiuto ai poveri: è l’idea di Matrimoni Solidali

Pubblicato il 16 Marzo 2011 8:12 | Ultimo aggiornamento: 15 Marzo 2011 21:20

MILANO – Un matrimonio personalizzato in cui ogni dettaglio è pensato esclusivamente per la coppia che si sposa. Non è un sogno irrealizzabile, basta affidarsi agli esperti del settore. Ma c’è chi va ancora oltre, creando le nozze su misura abbinate a progetti solidali: prevenzione della malaria, scuole e lavoro nei paesi del terzo mondo. È quanto fanno ormai da dieci anni gli organizzatori di www.matrimonisolidali.org.

Donare è di moda. L’idea nasce con Libero Laboratorio, associazione di fotografi e videomaker che lavorano nel settore dei matrimoni devolvendo una parte dei guadagni in solidarietà. «Molti sposi che si rivolgevano a noi per il servizio fotografico volevano che le loro nozze fossero solidali anche su tutti gli altri aspetti», racconta Giuseppe Galimberti, tra i fondatori dell’iniziativa. Da qui l’evoluzione del gruppo, e la creazione di una struttura sul Web con la collaborazione di diverse ong.

Una fiera dedicata. La media per la realizzazione delle nozze equosolidali è di dieci matrimoni all’anno. «Speriamo di incrementare i numeri, perché alla “Fiera dei matrimoni solidali” che abbiamo organizzato la partecipazione è stata oltre le nostre aspettative, con almeno 400 persone presenti all’evento», aggiunge Galimberti. Quella che si è svolta a Milano domenica 13 febbraio 2011 è la prima manifestazione sul tema: quindici espositori e una serie di appuntamenti che vanno dalla sfilata degli abiti da sposa confezionati da un’azienda che assume donne con problemi, in passato, di inserimento lavorativo, al concerto dal vivo di un gruppo congolese che si esibisce durante i ricevimenti nuziali, fino alla proiezione di un video che documenta i progetti sostenuti da “Matrimoni solidali” in Burkina Faso.

Politica del prezzo trasparente. Ai futuri sposi viene mostrata la ripartizione degli incassi, il 30 per cento dei quali è destinato al progetto che avranno scelto fra quelli promossi e presenti sul sito dell’associazione. «Si tratta sempre di iniziative di dimensioni contenute e dai risultati immediati. Se ad esempio gli sposi doneranno una cifra di poche centinaia di euro al progetto “Pranzo a scuola”, sapranno con certezza di aver regalato 400 pasti ad altrettanti bambini birmani». Insieme alla classica bomboniera gli invitati riceveranno un volantino che li informa sull’iniziativa degli sposi. Da non sottovalutare, inoltre, l’aspetto del risparmio. «Come fotografi, in particolare, chiediamo 1000 euro per l’uscita e il fotolibro, e non prevediamo una tariffazione extra per gli sforamenti di orario».

Come cambia il wedding planner. Si chiama OMS (Organizzatore Matrimoniale Solidale) e si occupa di curare tutti gli aspetti delle nozze proposti dall’associazione. «Esistono due diversi approcci al nostro sito – spiega Galimberti – c’è chi si muove da solo raccogliendo le informazioni a disposizione e chi invece si affida ad un OMS dopo aver chiesto la nostra collaborazione». Oltre alle donazioni, l’organizzazione dimostra un occhio attento all’ecologia, con il catering a kilometro zero de “La Schisceta” e le bomboniere realizzate con carta riciclata dal “Laboratorio Arcobaleno”. Infine, non può mancare la luna di miele solidale tramite i siti che si occupano di turismo responsabile come viaggisolidali.it.