Migranti a scuola, studenti più bravi: genitori ambiziosi e…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 dicembre 2016 7:00 | Ultimo aggiornamento: 23 dicembre 2016 17:47
Migranti a scuola, studenti più bravi: genitori ambiziosi e...

Migranti a scuola, studenti più bravi: genitori ambiziosi e…

ROMA – Cresce il numero di alunni che non hanno cittadinanza italiana e a scuola sono sempre più bravi. Il motivo, parlando degli scolari inglesi ma probabilmente valido anche nel nostro Paese, lo spiega Micheal Wilshaw, presidente uscente dell’Ofsted, Office for Standards in Educations, un dipartimento che si occupa di monitorare il tipo di servizio offerto da scuole.

Dietro ai bambini immigrati ci sono genitori che nutrono speranze e ambizioni nei confronti dei loro figli.  “La famiglia è il grande educatore: dà ai bambini il supporto di cui hanno bisogno”, ha affermato; tuttavia Wilshaw è stato criticato per aver insinuato che Brexit potrebbe essere negativo per le scuole, diminuirebbe il numero di alunni immigrati con alto rendimento scolastico.

Gli oppositori hanno sottolineato che le scuole del paese, in particolare le primarie, a causa dell’immigrazione e l’aumento delle nascite tra i nuovi arrivati, sono attualmente sotto enorme pressione.

Parlando allo show quotidiano 5 Live della BBC Radio, Wilshaw ha detto:”Le famiglie immigrate fanno del loro meglio” e alla domanda su quale impatto si aspetta da Brexit ha risposto:”Meno immigrazione potrebbe significare standard inferiori, le famiglie degli immigrati ci tengono che i figli vadano bene a scuola, vogliono un sistema d’istruzione migliore di quello avuto nel paese d’origine”.

“E questo può essere un problema. Reclutare docenti all’estero, come ho fatto quando ero un capo, potrebbe essere la sfida per il futuro”.
Alan Smithers, direttore del Centre for Education and Employment Research at Buckingham University ha criticato la posizione di Wilshaw e detto:”Ho sentito accusare l’effetto Brexit di molte cose ma è inverosimile supporre che incida sul rendimento scolastico degli alunni”.
“Per me è probabile che più denaro per le scuole e più oneri per gli insegnanti che entrano in contatto con bambini la cui prima lingua non è l’inglese, possa avere un effetto negativo e non portare a un miglioramento”.

“Le scuole primarie sono costrette ad aumentare le dimensioni delle classi e sistemare gli alunni in aule temporanee”, ha aggiunto Smithers.
Durante una precedente intervista alla radio LBC, Michael Wilshaw, ha affermato che l’Inghilterra è a zero sul programma per la valutazione internazionale degli studenti (PISA) ma ha evidenziato le migliori prestazioni rispetto alla Scozia, Galles e Irlanda del Nord.
Ha infine aggiunto che gli alunni immigrati che frequentano le scule di Londra, hanno genitori che per loro nutrono molte ambizioni e invitato quelli inglesi a fare altrettanto.