Miscusi, posso inviare il CV?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 giugno 2018 18:13 | Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2018 18:13

Milano – Chi lo avrebbe mai detto che un piatto di spaghetti alla carbonara o di trofie al pesto potessero conquistare il cuore – e il palato – dei milanesi? Questa la sfida che stanno portando avanti due giovani imprenditori, Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese, che da un anno non smettono di credere in questo sogno che sta diventando molto più di una startup, visto il piano delle prossime aperture: almeno due entro la fine dell’anno e poi la prima, fuori città, nel primo trimestre del prossimo. Nuovi ristoranti – anche se loro preferiscono chiamarle “case” – porteranno ad una crescita della “famiglia” che conta di raddoppiare il suo organico e cerca 60 nuovi ragazzi da aggiungere agli altrettanti già presenti.

“Vogliamo portare la nonna italiana in giro per il mondo” dice con un velo di sorriso Alberto, ripensando a tutte quelle volte in cui una madia di legno e due mani sapienti sono riuscite ad unire intorno ad un tavolo tutti i membri della sua famiglia sparsa per il mondo.

“Per raccontare chi siamo, i nostri valori e soprattutto l’ambiente lavorativo, abbiamo dato la parola ai nostri ragazzi, girando un video nei luoghi di miscusi”, afferma Filippo mentre racconta alcuni retroscena delle riprese. “È stato un bellissimo momento di unione e divertimento, a tratti emozionante, ma non voglio aggiungere altro e lasciare che siano le immagini e le parole a sorprendervi”.

COSA SIGNIFICA LAVORARE IN MISCUSI

Come emerge dal video, il percorso di crescita è uno dei pilastri su cui l’azienda ha sempre puntato. “Crediamo che la fiducia di chi lavora con ambizione e dedizione per un progetto, debba essere coltivata e ripagata afferma Filippo. “Per un’azienda che cresce, le persone sono alla base di tutto” continua Filippo, che specifica come l’esperienza non sia l’unico fattore di scelta nella selezione. “L’approccio di miscusi è quello di accompagnare e sostenere la crescita professionale, attraverso un percorso di inserimento chiaro e solido, che consenta a tutti di dimostrare il proprio valore”.

Inoltre, fa eco Alberto “per noi è importante creare un ambiente dove le persone si sentano stimolate e si lascino contaminare dalle eterogenee esperienze che li hanno caratterizzati in passato, ogni storia aggiunge valore a quello che stiamo costruendo”.

In miscusi tutto è possibile, anche diventare pastaio, uno dei ruoli chiave e più vicini alla missione che l’azienda ha chiara davanti a sé: preservare e diffondere la cultura di una delle tradizioni più forti e sentite nel nostro paese. “Inizieremo dei corsi specifici per la produzione di pasta fresca fatta a mano e coinvolgeremo le nonne di tutta l’Italia, direttamente nei pastifici che abbiamo all’interno dei nostri ristoranti”, afferma con orgoglio Filippo.

UN EVENTO PER ENTRARE NEL TEAM

E per cercare nuovi dipendenti in vista delle prossime aperture, miscusi ha organizzato un vero e proprio evento di selezione del personale, che si terrà sulla terrazza della nuova sede in Corso Buenos Aires 75 a Milano, nella giornata di giovedì 28 giugno.

I profili più richiesti sono quelli di manager con esperienza nel food retail, meglio se nel contesto di medio – grandi gruppi anche internazionali o hotellerie. Le altre posizioni aperte sono invece rivolte a camerieri di sala e in generale a giovani ragazzi che ambiscano ad entrare a far parte di un contesto stimolante ed in forte crescita.

Le candidature sono aperte e possono essere inviate a hr@miscusi.com.

IN ITALIA SI PUÒ

miscusi pensa in grande e vuole lasciare un’impronta forte, ribaltando lo stereotipo del lavoro instabile e poco gratificante spesso associato a chi lavora nella ristorazione. “Da miscusi la maggior parte delle persone viene assunta con contratti a tempo indeterminato. Abbiamo scatti di livello e promozioni in base agli obiettivi raggiunti, chiediamo molto impegno e serietà ma offriamo un ambiente stimolante, giovane e soprattutto che pensa in grande” racconta Alberto,

aggiungendo che “le migliori ispirazioni arrivano sempre da casi di successo all’estero, ma sta poi nel coraggio e nella perseveranza imprenditoriale italiana crederci e un giorno, magari, saremo noi il caso di successo a cui guardare”.

STORIA DI MISCUSI

Miscusi nasce a metà del 2016 dalla mente creativa di due giovani imprenditori: Alberto Cartasegna e Filippo Mottolese. Da tempo Alberto aveva in mente di realizzare un nuovo concept ristorativo e, durante una cena, decise di unire forze e competenze con Filippo, mollare i rispettivi lavori e partire insieme. Il loro progetto era quello creare il primo concept ristorativo italiano sulla pasta. Per ispirarsi, i due hanno viaggiato nelle maggiori città europee, dove il comparto del food retail si è innovato molto più che in Italia negli ultimi anni. L’ispirazione andava però concretizzata e “contaminata” in Italia, così il viaggio è continuato, prima, alla ricerca dei migliori mulini che producessero solo semola da grano italiano e poi, in visita nelle aziende italiane che producono macchinari per la produzione della pasta fresca. A supportare il progetto si sono uniti tre investitori e nel febbraio del 2017 il primo miscusi ha aperto in Via Pompeo Litta 6, zona Piazza Cinque Giornate. Il riscontro positivo, riscosso a pochi mesi dall’apertura, convince Alberto e Filippo ad aprire un secondo ristorante a Milano in Piazza San Camillo De Lellis. Ora miscusi si accinge a triplicare la presenza su Milano con una nuova apertura nel quartiere di Isola e conta più di 60 persone in organico. In progetto c’è una prima apertura fuori Milano all’inizio del prossimo anno e la pianificazione dell’ingresso all’estero a partire dal 2020.

IL CONCEPT

L’idea è semplice e prende ispirazione dalle cucine italiane, dove le nostre instancabili nonne hanno prodotto pasta fresca a mano per decenni. Da miscusi si mangia un piatto di pasta, prodotta giornamente nel Pastificio interno al locale, con diverse soluzioni di impasti di sole semole italiane, da abbinare a piacimento ai 10 diversi condimenti: 9 fissi più il settimanale. I condimenti racchiudono sia tipicità italiane, che scelte più in linea con le esigenze dei clienti di oggi, come il pesto mediterraneo con le verdure: un piatto vegetariano molto particolare e saporito. L’offerta beverage conta solo vino, birra e acqua, come nelle migliori trattorie. Il servizio è stato studiato per incontrare le esigenze dei clienti sia a pranzo che a cena. Nel primo caso, c’è un servizio più informale, in cui il cliente, sempre attento a velocità di servizio e prezzo, si serve da solo al “suono” di un pager che avvisa quando il piatto è pronto. Mentre la sera c’è un’atmosfera più soffusa e calda e il servizio viene effettuato al tavolo. I locali sono stati ideati e progettati per ricreare un’atmosfera accogliente e far sentire il cliente come a casa. Informalità e convivialità sono due pilastri del mood che miscusi vuole trasmettere sia attraverso il design che le persone.

I FONDATORI

Alberto Cartasegna 

Classe 89’, Laureato in Bocconi e alla Kelley Business School. Dopo aver maturato una breve esperienza in una delle più riconosciute società di consulenza al mondo (BCG) decide di partire per Berlino per prendere parte al progetto Helpling di cui diventa di lì a poco co-fondatore per l’Italia. Ha ricoperto il ruolo di Country Manager per Italia e Spagna, gestendo un team di più di 30 persone per due anni e mezzo e contribuendo alla raccolta di 57M€.

Filippo Mottolese

Classe 89’, Laurea Magistrale in Economia all’Università Bicocca, ha da sempre coltivato la passione per il mondo del food e in generale della ristorazione. Nel 2014, dopo un’esperienza in consulenza presso PWC, rileva un locale storico nel centro di Milano e lancia “The Ordinary Market”, contribuendo nella creazione di un locale unico che accoglie più di 2000 persone a settimana.  Una volta avviato il locale si dedica al lancio della start-up spagnola xceed nella città di Milano.