Moda, Franca Sozzani ambasciatore Onu: “Così aiuto le donne”

Pubblicato il 19 Settembre 2011 23:03 | Ultimo aggiornamento: 19 Settembre 2011 23:11

NEW YORK, 19 SET – "Non è un'onorificenza, è un impegno". Franca Sozzani, direttore di Vogue Italia, accoglie con entusiasmo la nomina di primo ambasciatore dell'Onu per la moda e ne fa una campagna personale per l'autoaffermazione delle donne nei paesi in via di sviluppo.

"E' necessario trovare idee, fondi, creare un sistema che possa addattarsi ai vari contesti – dice all'ANSA il direttore di Vogue Italia- Bisogna partire dall'istruzione per formare lavoratrici preparate, perché solo con il lavoro e la cultura si può dare dignità a queste persone".

Il riconoscimento come "Goodwill Ambassador", attribuito alla Sozzani sia per la sua ventennale esperienza nella moda che per per il suo costante impegno filantropico, nasce dall'iniziativa di Fashion 4 Development, braccio operativo degli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite, che ha l'obiettivo di modulare strategie per la crescita sostenibile e l'indipendenza economica delle donne attraverso la moda.

Creare una struttura, migliorare la condizione economica per permettere alle donne di emanciparsi: questa è la ricetta della giornalista italiana, che sostiene l'importanza del ruolo femminile e punta sul lavoro come speranza di una nuova dignità. "Pensiamo al Marocco, dove la donna ha diritto di voto, o a paesi come l'India e la Turchia – spiega – Chi lavora manualmente sono le donne. Devono diventare una forza produttiva vera, puntare sulla loro artigianalità trasformandola in impresa, creare guadagno e quindi riuscire ad emanciparsi".

Il direttore di Vogue si ispira all'iniziativa messa in atto con successo in alcune regioni dell'India del Sud da una ragazza di Como con l'appoggio di Stefano Pilati della maison Yves Saint Laurent. "Tante ragazze venivano cacciate dalle loro famiglie perché mancavano i soldi per la dote. Sono state accolte dalle strutture create nel paese, e a ognuna di loro è stata data una macchina per cucire. Hanno imparato un lavoro, e questo ha garantito loro l'indipendenza e la dignità. Dobbiamo puntare a questo se vogliamo migliorare le cose: progetti piccoli ma realizzabili".

Sozzani considera questo riconoscimento un impegno personale che in parte cambierà la sua vita, ma soprattutto spera che cambierà la vita degli altri. "Voglio realmente fare qualcosa. Sono una sognatrice, ma anche una business woman. Intendo creare un progetto puntando sulle specifiche capacità di tutti i paesi. Per esempio in Costa d'Avorio sono bravissimi nelle stampe, in Marocco nella lavorazione della pelle, in Sud Africa usano il legno e le perline. Dobbiamo utilizzare il loro know-how per unire business e sviluppo. Non dobbiamo andare in questi paesi a produrre perché costa meno e sfruttarli. Lo sviluppo deve essere unito al rispetto e alla dignita dell'essere umano, altrimenti faremmo un enorme errore e si creerebbero persone ancora più arrabbiate".

Il Direttore di Vogue Italia sa che è un progetto ambizioso. ''Penso sempre in grande e solitamente riesco a realizzare i miei obiettivi", spiega promettendo di tornare qui tra un anno a mostrare i risultati raggiunti. L'impronta è la stessa che Franca Sozzani dice di applicare al suo lavoro a capo di uno dei magazine più importanti del mondo: "mai seguire la strada percorsa, ma rischiare e rinnovarsi. E' l'unico modo per fare la differenza".