Società

La denuncia inglese: “Gli obesi sono sempre di più, ma la moda non li segue”

Una modella di Elena Mirò

Le forme e il peso della popolazione si allargano ma l’industria tessile, specializzata in grandi taglie, non riesce a stare dietro alla domanda di abiti larghi, larghissimi e soprattutto comodi.

L’allarme arriva dal Regno Unito, dove un sondaggio ha calcolato che una donna su 4 porta la taglia 50 o più e ha stimato una crescita del comparto dedicato agli over size, del 6% dal 2005 al 2010, portando il fatturato a quasi 2 milioni di sterline.

”Con 10,1 milioni di donne nel Regno Unito (pari a quasi il 40% della popolazione femminile) che indossa abiti di taglia 16 (in Italia corrisponde alla 50) e oltre – ha detto Tamara Sender, senior fashion analyst della società di rilevazioni Mintel – vi èuna crescente domanda di abiti più rappresentativi per questo segmento di popolazione che non può più essere considerato una nicchia”.

Anche in Italia già da qualche anno il settore delle taglie forti è stato sollecitato, dai consumatori ma anche dalla moda, a spingere di più sulla produzione.

Da un’indagine del 2007 dell’Unione del Commercio, presso i punti vendita associati ad Ascomodamilano è emerso che la taglia più venduta nel capoluogo lombardo era la 44-46 e, tra quelle grandi, la 50-52, ma ben 8 donne su 10 si presentano in negozio chiedendo abiti di una taglia più piccola rispetto a quella indossata realmente.

Evidentemente, per accontentare i nuovi clienti panciuti c’è ancora molto da fare, basti pensare che in molti hanno risposto al sondaggio inglese lamentando che i dettaglianti non sono al passo con i cambiamenti della forma del corpo, che gli abiti grandi sono difficili da trovare e spesso sono fuori moda.

Ma se e’ vero che il polso della società lo sente prima il mondo della moda, è sintomatico che nel sia nel 2008 che nel 2009, la settimana della moda milanese si è aperta con la sfilata di Elena Mirò, noto marchio italiano per donne un po’ in carne.

Altro esempio, nella stessa direzione è quello della catena spagnola Zara che ha lanciato nel 2003, la linea ‘Zara W’, dedicata a capi dalla 46 alla 50. Alla nuova morfologia umana si sono dovuti adeguare anche i cugini francesi. In una campagna nazionale dell’Istituto francese del tessile e dell’abbigliamento, nel 2007 è stato esaminato un campione di oltre 11mila persone tra i 10 e i 70 anni e si è scoperto che l’ uomo (francese) ha guadagnato 5,5 centimetri d’altezza e 5,4 chilogrammi, mentre la donna è più alta di 2,1 centimetri ed è ingrassata in media di 1,8 chilogrammi.

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