Ovuli congelati, pagano Fb e Apple. Messaggio: lavora e non fare la mamma

di Daniela Lauria
Pubblicato il 16 ottobre 2014 12:54 | Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2014 18:03
Ovuli congelati, pagano Fb e Apple. Messaggio: lavora e non fare la mamma

Ovuli congelati, pagano Fb e Apple. Messaggio: lavora e non fare la mamma

SAN FRANCISCO – Apple e Facebook si sono offerti di pagare il congelamento degli ovuli alle proprie dipendenti, nell’eventualità che un giorno decidano di fare un figlio. Un’opportunità, sostengono le due aziende, che dicono di voler preservare il desiderio-diritto delle lavoratrici a diventare madri. Un ricatto, secondo altri, che leggono tra le righe dell’iniziativa un invito a focalizzarsi di più sul lavoro, rimandando la maternità a un tempo “meno produttivo”. Opportunità o ricatto, la questione è seria e le perplessità non sono soltanto di ordine etico, ma anche pratico.

I due colossi della Silicon Valley sperano con questa mossa di attirare più donne nei propri ranghi professionali, ad alta densità maschile. Secondo Massimo Gramellini si tratta, invece, di una sottile forma di condizionamento mascherata da opportunità. Scrive Gramellini sulla Stampa:

“Per una lavoratrice sarà ancora più difficile compiere la scelta della maternità, in presenza di un’alternativa offerta dall’azienda e di colleghe che ne usufruiranno allo scopo di sorpassare le altre. Come tante innovazioni spacciate per ampliamento delle libertà, anche questa rischia di ampliare solo la competizione: non quella – benedetta – che si basa sul merito, ma quella fondata sulla compressione dei diritti naturali. Non stupisce che due aziende che dell’insinuarsi nelle vite altrui hanno fatto la loro ragione sociale cerchino di insinuarsi in quella delle loro dipendenti”.

Ma il punto è proprio questo: l’obiettivo è garantire alle loro impiegate di avere figli quando vogliono, oppure spingerle a ritardare, sfruttandone gli anni migliori in azienda? Quale che sia la ragione il benefit è comunque non indifferente: si parla di trattamenti il cui costo può variare tra i 10 e i 2o mila dollari.

L’altro dubbio sollevato poi è che i due big dell’hi-tech puntino in realtà a risparmiare i costi molto più alti di altri bonus: come la maternità retribuita, il nido aziendale e la flessibilità negli orari di lavoro. E di nuovo, la ragione è di tipo etico: un conto è la libera scelta di una donna di programmare la propria esistenza, un’altra è l’incentivo aziendale a farlo.

Certo è che conciliare carriera e famiglia è ancora impresa ardua per le donne moderne. Brigitte Adams, sostenitrice del congelamento degli ovuli e creatrice del forum Eggsurance.com, spiega:

“Offrendo questo beneficio, le compagnie investono nelle donne sostenendo la loro decisione di condurre la vita che decidono”.

Di tutt’altro avviso è invece chi come Adele Mapelli, esperta di Diversity Management, sostiene:

“La maternità è un evento naturale, solo in parte programmabile: la carriera invece è progettabile a tavolino”.

La questione, infine, è anche di ordine pratico. Sebbene tecniche e le percentuali di successo stiano migliorando, non c’è alcuna garanzia che il procedimento porterà alla nascita di un bambino. La Società americana di Medicina della Riproduzione non tiene statistiche complete sui bambini nati da ovuli congelati e mette in guardia sulla scelta del congelamento come estensione della fertilità. Le donne sotto i 35 anni, hanno tra il 10 e il 12 per cento di possibilità di avere figli; sopra i 35 anni il livello scende tra 6 e 8 per cento. Anche se gli esperti dicono che prima la donna congela gli ovuli, maggiori saranno le sue possibilità di successo. I medici spesso raccomandano alle donne di congelare almeno 20 ovuli, un procedimento che ha costi molto elevati: per il primo ciclo di trattamento si parla di 10mila dollari, più 500 dollari e passa all’anno per la conservazione.

Facebook, che ha introdotto il bonus a gennaio, copre tutte le cure per la fertilità fino a un massimo di 20mila dollari. Il colosso offre anche l’adozione, l’assistenza alla maternità surrogata e “una serie di altri servizi di fertilità per i lavoratori di sesso maschile e femminile”. Mentre la Apple sostiene di voler “continuare a estendere i benefici alle donne, con una nuova politica per il congedo di maternità, ma anche il congelamento degli ovuli come parte di un più vasto programma per i trattamenti di fertilità”, dice il gruppo fondato da Steve Jobs.