I pidocchi “tornano” a scuola: ne esistono 3 tipi, le bambine rischiano doppio

Pubblicato il 26 settembre 2012 14:56 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2012 15:02

PidocchiROMA – Esistono 3 ceppi di pidocchi e solo uno di questo può essere portatore di malattie infettive. Uno studio pubblicato sull’European Journal of Clinical Microbiology & Infectious Diseases spiega che i pidocchi, nemici più che temibili dai genitori di tutti i bambini, stanno tornando e sono più difficili da eliminare. Il rischio poi è più alto per le bambine, che sono colpite il doppio rispetto ai maschietti.

Hermann Feildmeier, autore dello studio, ha spiegato al Corriere:

“Per conoscere i pidocchi bisogna capire che i primi antenati in grado di infestare i primati sono comparsi 25 milioni di anni fa, mentre sono vecchi di 5,5 milioni i parassiti con caratteristiche comuni che hanno poi trovato ospitalità nello scimpanzé e nell’uomo. Fenomeni evolutivi complessi, in quanto hanno coinvolto nello stesso tempo ospite e parassita, hanno oggi condotto a tre tipi di Pediculus humanus: il gruppo A diffuso in tutto il mondo, il B localizzato nelle Americhe, in Europa e in Australia, il C, il più divergente, presente esclusivamente in Nepal e in Etiopia”.

Il ricercatore ha poi aggiunto che  il gruppo C è quello più pericoloso per la salute, perché possibile vettore di malattie infettive. Il pericolo, sottolinea però Feildmeier,non è stato ancor dimostrato:

“Anche se il 65% dei rifugiati provenienti dall’Etiopia è infestato, la possibilità di diffusione di malattie infettive è marginale. Si può infatti verificare solo per infestazioni massive. Un bambino europeo con pediculosi ha in media sul capo 10 parassiti e la quantità di sangue che ingerisce ciascuno di loro, sempre ammesso che sia del gruppo C, è minima”.

I pidocchi negli ultimi 10 anni sono tornati più agguerriti negli incubi dei genitori e soprattutto si sono dimostrati resistenti ai farmaci tradizionali. Ci sono poi in commercio alcune lozioni a base di prodotti naturali come estratti di noce di cocco, di anice e di olio di ylang ylang, ma la loro sicurezza non è stata verificata sebbene si siano rivelati efficaci contro la pediculosi in 8 casi su 10. Se la nuova lozione non è di gradimento c’è sempre il metodo meccanico, e sicuro per la salute, con prodotti trasparenti e inodore che formano una sottile pellicola sulla capigliatura e soffocano il pidocchio.

Feildmeier ha poi spiegato perché il rischio di pediculosi sia doppio per le bimbe piuttosto che per i bambini:

“Non è solo perché hanno i capelli lunghi, ma anche perché il loro modo di giocare e relazionarsi comporta un tempo di contatto più prolungato e ravvicinato tra le testoline rispetto ai maschi”.

Ultima, ma decisamente non meno importante raccomandazione, riguarda la “diagnosi” della presenza dei fastidiosi parassiti. La ricerca visiva è 3 volte meno efficace dell’ispezione con il pettine passato sui capelli umidi. Per questo motivo non è sufficiente limitare l’ispezione alle zone “predilette” dai pidocchi, cioè le tempie, la zona dietro le orecchie e la nuca. Limitarsi a queste zone, spiega Feildmeier, è possibile solo se la ricerca da esiti positivi.

Privacy Preference Center

Necessari

installato da wordpress di default, non vengono utilizzati in alcun modo

wordpress

Advertising

Analytics

Utilizzati per stimare il traffico del sito

_ga,_gat,_gid,WT

Other