Pordenone, primo sì all’assegno di divorzio a una coppia di donne (unione civile)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 marzo 2019 14:33 | Ultimo aggiornamento: 15 marzo 2019 14:33
Pordenone, primo sì all'assegno di divorzio a una coppia di donne (unione civile)

Pordenone, primo sì all’assegno di divorzio a una coppia di donne (unione civile)

ROMA – Il Tribunale di Pordenone in una causa di divorzio fra due donne unite civilmente, ha riconosciuto un assegno Ddi divorzio periodico a favore della coniuge più debole. L’assegno di mantenimento sarà di 350 euro al mese a carico della coniuge economicamente più forte che occupa ancora l’abitazione condivisa all’epoca della relazione.

Divorzio diretto, che ancora non si applica alle coppie etero. “La sentenza del Tribunale relativamente allo scioglimento dell’unione civile tra le due donne che risiedevano a Pordenone deriva dall’applicazione del cosiddetto divorzio diretto, che invece non è ancora regolamentato in Italia per le coppie eterosessuali”: ha spiegato all’ANSA l’avvocata Maria Antonia Pili, presidente di Aiaf Fvg.

Convivevano dal 2013. “Si tratta di due donne residenti a Pordenone che già convivevano stabilmente more uxorio dal 2013 e che avevano potuto perfezionare la loro unione solo nel 2016, dopo l’intervento della legge Cirinnà – spiega Pili -, la quale equipara pressoché in toto l’unione civile al matrimonio, ma consente di accedere direttamente al divorzio senza passare per la fase propedeutica della separazione e non prevede, per gli uniti civilmente, l’obbligo di fedeltà facendo così venir meno, sul punto, anche l’istituto dell’addebito della separazione”.

“La coniuge economicamente più forte chiedeva il divorzio giudiziale, cioè lo scioglimento dell’unione civile in quanto l’altra non intendeva aderire in via consensuale – aggiunge l’avvocata Pili -. La coniuge economicamente più debole ha chiesto e ottenuto invece il riconoscimento di un assegno divorzile periodico che potesse colmare il peggioramento delle proprie condizioni economiche dovuto principalmente al fatto di aver lasciato un lavoro più remunerativo e una situazione economica/abitativa comunque più agiata nella sua città di origine, per trasferirsi a Pordenone e stare insieme alla compagna/moglie, con cui aveva ristrutturato ed arredato un immobile di proprietà di quest’ultima che era stato destinato a residenza familiare”.

(fonte Ansa)