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I portafortuna funzionano: il trucco? Ci fanno credere in noi stessi

Pubblicato il 22 Ottobre 2010 14:52 | Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2010 19:47

Incrocia le dita e la tua performance in una gara migliorerà: infatti pare proprio che la superstizione aiuti, ma solo perché aumenta la fiducia in se stessi e la propria autoefficacia, cioè l’idea che ‘ce la posso fare’; inoltre migliora la nostra perseveranza. Lo dimostra una ricerca condotta da Lysann Damisch del dipartimento di Psicologia dell’università tedesca di Köln, pubblicato sulla rivista Psychological Science. La superstizione contagia in molti, in alcuni casi a livelli patologici con rituali superstiziosi scrupolosamente osservati che finiscono per divenire ossessivi.

I portafortuna, però, un ruolo reale sembrano averlo: di fatto ci influenzano psicologicamente in positivo e quindi è come se portassero veramente fortuna. L’equipe tedesca l’ha dimostrato con 4 esperimenti: i volontari dovevano cimentarsi nel golf e tirare la pallina in buca; in alcuni casi veniva detto loro che la pallina era fortunata, e di fatto questo li faceva vincere di più. Poi i volontari hanno usato il proprio portafortuna personale e anche in questo caso l’oggetto migliorava la performance al gioco.

Infine i ricercatori hanno cercato il ‘trucco’ con l’ultimo esperimento: i volontari dovevano risolvere anagrammi. I ricercatori ne hanno misurato autostima e perseveranza con e senza portafortuna e visto che entrambe crescevano con l’oggetto portafortuna. In sostanza, quindi, il portafortuna ci ‘contagia’ psicologicamente inducendoci a credere più in noi stessi e a impegnarci di più. E se, una volta noto il ‘trucco’ della superstizione, non ci credessimo più perdendo quell’autoefficacia guadagnata a colpi di cornetti, pupazzi, ciondoli e altri oggetti portafortuna?