Premio Agapanto: grande successo per una serata all’insegna della solidarietà

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 gennaio 2019 9:10 | Ultimo aggiornamento: 4 gennaio 2019 9:10
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Premio Agapanto 2018

Catanzaro – Grande successo per la seconda edizione del Premio Agapanto che approda per la prima volta a Catanzaro dopo il felice esordio di Cosenza dello scorso anno. Si rinnova l’impegno del gruppo Citrigno e della Fondazione Mediolanum Onlus nel sociale, con un evento che unisce il mondo civile, accademico, dell’associazionismo e delle imprese sotto lo spirito comune della solidarietà. 

Il Premio Agapanto 2018 è stato consegnato alla professoressa Amalia Bruni, una calabrese entrata nella storia della medicina per le sue scoperte nel campo della neurogenetica. Per la sezione cultura, introdotta nella nuova edizione, si è invece aggiudicato il prestigioso riconoscimento lo scrittore di origini calabresi Carmine Abate, già vincitore nel 2012 del Premio Campiello, autore nel 2018 di una straordinaria opera sul tema della migrazione dall’Africa all’Italia. I proventi della raccolta fondi, avviata durante la serata e raddoppiati da Banca Mediolanum, andranno quest’anno alla fondazione della sportiva paraolimpica Giusy Versace e saranno utilizzati per acquistare protesi agli arti per i bambini che non possono permettersele.

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Anche quest’anno la manifestazione si è strutturata in due appuntamenti distinti: uno di natura scientifica e divulgativa, l’altro consistente nella vera e propria cerimonia di premiazione in cui non sono mancati momenti di spettacolo.

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Si è partiti nel pomeriggio con un workshop dal titolo “Sanità Solidale: come agevolare l’accesso alle cure per le fasce più deboli”. Nel foyer del teatro Politeama a dare il benvenuto a questo importante evento nella città di Catanzaro il vicesindaco Ivan Cardamone. Ad aprire i lavori il conduttore tv Domenico Gareri che ha indirizzato e moderato gli interventi di: Isabella Mastropasqua, referente Ministero della Giustizia per la Giustizia Minorile e di Comunità; Carola Magni, dirigente Ministero della Salute; Massimo Scura,  commissario ad acta della sanità calabrese; Sergio Petrillo, dirigente Dipartimento della Tutela della Salute della Regione Calabria; Alessandra Aggazio, referente AISLA Calabria; Giuseppe Petrucci, presidente Ente Nazionale Sordi, Salvatore Lico, coordinatore AISM Calabria; Antonio Mirijiello, presidente consiglio regionale ENS Calabria.

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Un momento di riflessione importante sulla necessità di garantire a tutti l’accesso alle cure, voluto dai promotori del Premio, Alfredo Citrigno, presidente del Gruppo Citrignoe Ugo Lombardi, in rappresentanza dellaFondazione Mediolanum Onlus presieduta da Sara Doris. Di fronte alla platea di un teatro Politeama stracolmo fino agli ultimi anelli si è poi proceduto alle premiazioni.  

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Una serata coinvolgente, condotta da Domenico Gareri ed Erica Cunsolo, che ha visto intervallarsi consegne di riconoscimenti a momenti di spettacolo. Dalle commoventi esibizioni di ballo dei ragazzi sordi di “Ambra e Silent Beat” alla premiazione di Amalia Bruni; dalla sfilata dei preziosi gioielli del maestro orafo Michele Affidato, realizzatore anche dei due premi “Agapanto 2018”,  alla premiazione ed esibizione dello scrittore Carmine Abate accompagnato dal musicista Cataldo Perri; dall’esilarante show comico di Biagio Izzo testimonial per il secondo anno dell’evento e reduce da una visita pomeridiana al centro clinico San Vitaliano di Catanzaro, agli altri due riconoscimenti a personalità di spicco della città dei tre colli: le targhe di merito, realizzate dalla gioielleria “Scintille Montesanto” di Sergio Mazzuca, sono state consegnate al prof. Emilio Rocca con alle spalle cinquant’anni di carriera nell’ospedale cittadino e al dott. Giuseppe Raiola dell’Associazione Pediatri in Movimento che ha soccorso centinaia di bambini sbarcati sulle nostre coste.

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Un Premio che ha il sapore di un’impresa vincente per Alfredo Citrigno, presidente del Gruppo Citrigno: «La presenza delle istituzioni, degli illustri premiati e delle associazioni impegnate nel sociale hanno dimostrato che uniti si vince. Abbiamo vinto perché ci siamo interrogati e confrontati su tematiche che spesso non ricevono attenzione mandando messaggi contro pregiudizi, indifferenza e cattive abitudini, tra cui quella di piangersi addosso. Siamo andati oltre alle criticità, proponendo soluzioni dopo aver ascoltato la voce dei diretti interessati. 

Come gruppo continueremo a dedicare tempo al sociale, ad offrire opportunità di recupero per i giovani detenuti, ad organizzare eventi di beneficenza e convegni con lo stesso impegno con cui garantiamo alta qualità nei servizi all’utenza, formazione e specializzazione ai nostri operatori».