Vetero-cattolici, ordinata la prima donna sacerdote in Italia

Pubblicato il 22 maggio 2010 18:00 | Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2011 17:28

 

 

Maria Vittoria Longhitano è la prima donna sacerdote italiana. Potrà benedire e presiedere alle messe di fede vetero-cattolica, confessione cristiana che non riconosce l’infallibilità del Papa, nella parrocchia di Gesù di Nazareth a Milano. Siciliana, l’ex diacona è stata ordinata sacerdotessa oggi 22 maggio nella chiesa anglicana All Saints, nel centro di Roma.

E’ un atto “di coraggio che rompe schemi millenari”, ha evidenziato il prete vetero-cattolico che ha presieduto l’ordinazione della Longhitano, che è, tra l’altro, sposata. Un lungo applauso dei presenti ha accolto l’ordinazione della emozionata neosacerdotessa che a Milano “si è distinta per la sua attenzione ai malati, ai bisognosi e ai bambini”, ha ricordato il prete.

“Ho aperto la strada”, è stato un percorso “di emozione e paura”. Così una raggiante Maria Vittoria Longhitano, prima donna sacerdote ordinata in Italia, ha commentato la celebrazione con cui la Chiesa vetero-cattolica l’ha elevata da diacona a sacerdotessa.

Al termine della funzione, svoltasi nella chiesa anglicana di Roma, la Longhitano ha spiegato ai giornalisti di sentirsi come una sorta di apripista. “Senza donne la cattolicità, che vuol dire universalità, viene mutilata. Cade un pezzo di universalità perché l’altra metà del mondo non partecipa alla missione di Cristo, ha evidenziato.

La donna ha ringraziato anche suo marito Andrea sottolineando “lo straordinario appoggio e la comprensione” da lui dimostrati. La sacerdotessa, che potrà presiedere messa e benedire nella parrocchia di Milano di cui ha sempre fatto parte, è rimasta sorpresa anche dalla reazione della sua terra d’origine – la Sicilia – alla sua ordinazione: “mi aspettavo una regione retrograda e maschilista, invece sono rimasta stupita dal grande sostegno e dalla solidarietà dimostrati. La domanda che mi viene posta ora non è come mai abbiamo le donne sacerdote, ma noi cattolici romani perche’ non abbiamo la gioia di averle? “.