Qual è l’anno più importante della storia? Se lo domanda L’Economist. Forse sarà il 2009? Solo se nel summit di Copenaghen sul cambiamento climatico le potenze della Terra troveranno un accordo

Pubblicato il 10 Luglio 2009 15:03 | Ultimo aggiornamento: 10 Luglio 2009 15:03

Qual è l’anno più importante della storia? Se lo domanda l’Economist, sul suo supplemento Intelligent Life. Un gioco, o meglio un modo per riflettere su cosa siamo, chi siamo, da dove veniamo e soprattutto su dove andremo.

Gli esperti consultati dalla rivista, naturalmente, non raggiungono un accordo. In una discussione del genere, al massimo, ognuno può dire la sua.

I cristiani, ad esempio, potrebbero votare per la data della nascita di Cristo o della sua crocifissione, anche se dovrebbero prima concordare un anno preciso per entrambe. I musulmani per quella della migrazione del Profeta a Medina nel 622 a.C. I patrioti inglesi potrebbero considerare importante la cacciata dei Vichinghi da parte di Alfred nel 878, mentre i marxisti potrebbero pensare alla data della pubblicazione del Capitale di Karl Marx.

Considerato che l’anno più importante della storia dovrebbe avere valore universale, le date religiose, in mancanza di una che coinvolga tutti, dovrebbero essere squalificate. Lo stesso vale per molte guerre e avvenimenti politici, che possono essere importanti per alcune civiltà ma non per altre.

Forse, quindi, conclude provocatoriamente Intelligent Life, l’anno più importante della storia sarà proprio il 2009. Ma se in autunno al summit di Copenaghen sul cambiamento climatico le potenze della Terra non si metteranno d’accordo, avremo sprecato l’ultima chance di salvare il pianeta.