Ruby, Nadia e Noemi: quando le mamme sono ‘peggio’ delle figlie

Pubblicato il 5 Novembre 2010 13:33 | Ultimo aggiornamento: 5 Novembre 2010 13:33

Ruby

Le mamme peggio delle figlie. C’è quella di Noemi Letizia, la ragazzina di Casoria salita agli onori della cronaca perché il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi pensò di andare alla sua festa di 18 anni e farsi fotografare, che ha scelto la linea della iper esposizione mediatica. Noemi sulle prime pagine di tutti i giornali? Benissimo. La mamma si mette in posa vicino a lei e si presta agli scatti. Uno spicchio di notorietà e una presenza familiare di aiuto in una carriera tutta da definire ma che si prospetta con pochi vestiti addosso.

C’è, o peggio  non c’è, quella di Ruby Karima. Minorenne, accusata di furto, improvvisata frequentatrice del salotto di Arcore eppure ‘rimbalzata’ tra una casa famiglia e un’altra. Non c’è, semplicemente perché se n’è andata, lasciando la ragazzina quindicenne a un presente di furtarelli e rischio prostituzione.

C’è, purtroppo la mamma di Nadia Macrì, la escort che ha raccontato di sesso a pagamento con Berlusconi. Nadia una sera è a letto con uno dei suoi clienti facoltosi. Chiama la mamma. Nadia risponde. La ‘normalità’ vorrebbe che davanti a una situazione simile una mamma che sia tale si infuri, che inizi ad urlare, o che magari si precipiti sul posto a randellare figlia e cliente. Nadia racconta che la mamma ha chiesto di parlare con l’uomo. Uno pensa: “Adesso lo mangia vivo”. Uno pensa così e sbaglia, perché è ancora la parvenza di un mondo normale. La mamma vuole parlare con il ricco cliente perché le serve un aiuto finanziario. Il tono della conversazione è difficile anche solo da immaginare. Qualcosa del tipo: “Mentre si sollazza con mia figlia potrebbe darmi qualche migliaio di euro”.

Isabella Bossi Fedrigotti sul Corriere della Sera mette insieme questi tre casi e tante altre vicende di famiglie a brandelli, da quelli che inveiscono sui campi di calcio giovanili a quelli che difendono i loro ‘pargoli’ sempre e comunque, anche se, magari, devastano una scuola per noia. Il tratto che unisce il tutto è quello di una famiglia in crisi e di un generale scadimento di valori, di cui la ‘normalizzazione della prostituzione’ (anche verbale dato che oggi si preferisce il termine ‘ripulito’ escort), è solo un aspetto.

Di famiglia si parlera l’otto novembre a Milano, in una conferenza dedicata al tema. Chi aprirà la discussione? Silvio Berlusconi, naturalmente.