Santo Stefano, perché si celebra il 26 dicembre

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 dicembre 2017 10:19 | Ultimo aggiornamento: 26 dicembre 2017 10:19
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Santo Stefano, perché si celebra il 26 dicembre

ROMA – Dopo Natale, Santo Stefano. Ma perché si festeggia anche il 26 dicembre? La festa che segue il giorno considerato il “compleanno” di Gesù celebra il primo santo martire.

Si tratta di una festa cristiana celebrata dalla Chiesa cattolica e da alcune Chiese protestanti, mentre la Chiesa ortodossa lo celebra il 27 dicembre.

Santo Stefano fu, secondo il Nuovo Testamento, il primo martire del cristianesimo. Viveva a Gerusalemme, era uno dei primi sette diacono scelti dagli apostoli come aiutanti nella diffusione del Vangelo. Il suo nome, Stefano, significa incoronato. Intorno all’anno 36 d.C. fu accusato di blasfemia dal sinedrio e condannato alla lapidazione. Uno dei suoi principali inquisitori fu Saulo di Tarso, che poi diventerà San Paolo.

Oggi Santo Stefano è il patrono di diaconi e fornai, e secondo le credenze diffuse proteggerebbe dal mal di testa. Il suo emblema sono palma e pietre.

In Italia Santo Stefano è festa nazionale dal 1947, ma non è così solo da noi. Il 26 dicembre è festa nazionale anche in Austria, Croazia, Danimarca, Germania, Irlanda, Italia, Romania, San Marino, Svizzera italiana e, ovviamente, Città del Vaticano.

La Chiesa cattolica lo celebra come festa religiosa, ancorché non di precetto, come succede invece in Germania e altri Paesi germanofoni.