Settimana della moda a Milano: c’è uno spazio dedicato ai vini

Pubblicato il 24 Marzo 2011 8:33 | Ultimo aggiornamento: 23 Marzo 2011 18:35

MILANO – La nuova linea dei cappelli Borsalino “Tiny Musical Hats” presentata in coppia con fiumi di Montecarlo bianco della Tenuta del Buonamico. Le etichette di vini toscani pronte ad esibirsi con fashion event e food show al“Wine&FashionFlorence”. Le vibrazioni della musica che si sposano con le note del sapore al “Food & Wine Jazz Festival Winter” di Taranto. La settimana della moda di Milano che dedica uno spazio apposito nel fitto calendario all’iniziativa “Food is Fashion”. Sono tutti chiari segnali della tendenza oramai evidente a sposare il vino con la moda, due punte di diamante del made in Italy.

Lo ha capito molto bene anche Francesca Negri, animatrice del blog di successo, Geishagourment.com, da dove dispensa consigli e cerca di diffondere un manifesto di emancipazione femminile, e autrice del romanzo “Sex and the Wine” che parla essenzialmente di una nuova generazione di donne libere, anche di bere vino. “Una nuova libertà che non ha radici troppo lontane», dice l’autrice ricordando che negli anni Settanta c’erano ancora i “bar bianchi”, ritrovi al femminile in cui venivano servite esclusivamente bevande analcoliche.

Ammiccando palesemente alla famosissima serie tv “Sex and the City”, le eroine del romanzo sono cinque giovani donne, con i loro problemi di cuore. «Cleo è una cronista enogastronomica con tre passioni: il vino, i tacchi a spillo e il buon cibo», così la descrive la Negri. Tra gli amori, il rapporto con figli e famiglia, le crisi personali e le difficoltà sul lavoro, le cinque amiche decidono di fondare il Club delle Degustatrici, per vivere fino in fondo “l’altra metà del vino”, come recita la seconda parte del titolo del libro. Sul rapporto tra il gentil sesso e il nettare degli dei, le donne non hanno mezze misure, «ma non per questo ci manca la voglia di sperimentare. A differenza degli uomini non rimaniamo ancorate a tre o quattro etichette. Forse perché siamo abituate a cambiare ogni giorno rossetti e vestiti».

E ad ogni carattere si associa un certo tipo di vino. «Premetto che non esistono limiti di genere e che un vino può essere adatto sia all’universo maschile che a quello femminile», scherza Francesca Negri. Ma se dovessimo associare per gioco un’etichetta a qualche donna famosa? «Per Rosy Bindi penserei a un prosecco, easy e poco impegnativo proprio come il suo stile estetico, alla Santanché accoppierei un Sauvignon Blanc, elegante e chic». E per Ruby Rubacuori? «Perfetto un Lambrusco, un vino “mosso” come la sua vita. Mentre per Simona Ventura ci vuole un deciso Chianti».