Giochi, slot, Gratta & Vinci. Contraddizione Governo: crociata etica ma prende più soldi dal settore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 gennaio 2019 10:00 | Ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2019 10:29
Giochi, slot, Gratta & Vinci. Contraddizione Governo: crociata etica ma prende più soldi dal settore

Giochi, slot, Gratta & Vinci. Contraddizione Governo: crociata etica ma prende più soldi dal settore

ROMA – Nell’operato del Governo in materia di gioco d’azzardo legale, c’è più di una contraddizione. Una su tutte: perché volerlo limitare e allo stesso tempo aumentarne la tassazione? Se da una parte il Governo sembra voler limitare il gioco d’azzardo sbandierando i rischi della ludopatia (ricordiamo che solo lo 0,9% viene considerato “giocatore problematico), dall’altra ha alzato la tassazione, incassando così molti più soldi dal settore. Un settore dal quale attingere fondi. 

I continui inasprimenti sulla tassazione delle slot machine sono infatti in contraddizione con la battaglia etica del Governo contro il gioco. È quanto sostiene l’associazione Astro dopo il nuovo aumento del prelievo unico previsto dal decreto sul reddito di cittadinanza e le pensioni, approvato la settimana scorsa. L’associazione “prende atto con rammarico dell’ulteriore aumento del PREU, a distanza di pochissimi giorni da quello imposto con la legge di stabilità approvata a dicembre 2018”. Le imprese del settore, continua Astro in una nota, “sono ormai vittime di un’escalation impositiva imprevedibile anche nelle tempistiche di attuazione (al punto da rendere impossibile la stessa gestione dei bilanci delle aziende): ogni nuova settimana è accompagnata dal rischio di improvvisi nuovi aggravi in funzione delle oscillanti esigenze di copertura finanziaria delle promesse elettorali”.

Una condotta “contraddittoria” secondo l’associazione, per la quale il Governo porta avanti “crociate etiche contro il gioco d’azzardo lecito, usandolo al contempo come unico bancomat per gestire economicamente i propri programmi elettorali”. Astro auspica dunque “un percorso di verità: se un Governo intraprende battaglie “etiche”, non può finanziare le proprie politiche con i soldi che provengono da ciò che esso considera eticamente deprecabile. Ci aspettiamo quindi una dichiarazione pubblica che sciolga questa contraddizione, il Governo spieghi agli italiani che il contributo delle vituperate imprese del gioco lecito (che peraltro compongono un settore sotto il diretto controllo dello Stato) è determinante per l’attuazione delle sue politiche”. Nel frattempo, conclude la nota, “l’associazione sta valutando, insieme alle altre realtà del settore, le iniziative da intraprendere per salvaguardare la sopravvivenza delle nostre aziende”.