Un suicidio nel mondo ogni 40 secondi. Allarme dell’Oms

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 settembre 2014 15:53 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2014 15:53
Un suicidio nel mondo ogni 40 secondi. Allarme dell’Oms

Un suicidio nel mondo ogni 40 secondi. Allarme dell’Oms

ROMA – Oltre 800 mila persone muoiono per suicidio ogni anno. Un numero incredibilmente alto, eccessivo per l’Organizzazione Mondiale della Sanità che lancia un appello a tutti i paesi del mondo. Bisogna intervenire subito per fermare una tragedia dalla quale nessun popolo è escluso.

E i numeri parlano chiaro. Per suicidio muore una persona ogni 40 secondi. Avvelenamento, impiccagione ed armi da fuoco i metodi più diffusi. Eppure solo 28 Paesi hanno messo in campo strategie nazionali per la prevenzione di questo fenomeno ormai così esteso.

I dati raccolti dall’Oms in dieci anni di ricerche sono impressionanti e anche se l’incidenza dei suicidi è più alta nella fascia di età sopra i 70 anni, in molti Paesi sono i giovani ad essere più colpiti. Addirittura – avverte l’Oms – globalmente il suicidio è la seconda causa di morte tra i 25 e i 29 anni. Una tragedia che non si può più nascondere perché il “mal di vivere “colpisce ormai diffusamente tutte le popolazioni.

Ecco perché – dice l’Oms – bisogna mettere in atto azioni concrete. Il suicidio si può e si deve prevenire, non è quasi mai una decisione improvvisa, ma solitamente è la conclusione di un vissuto interiore doloroso. Un gesto estremo che può essere visto come la soluzione finale a tutti i problemi, la risposta a tutte le umiliazioni subite, alla rabbia, al rancore provato verso certe situazioni. Da qui il richiamo ai governi nazionali affinchè stabiliscano un piano di azione unitario per ridurre questa piaga a livello mondiale.

In Italia la situazione è notevolmente peggiorata nell’ultimo periodo. I dati dello scorso anno parlano di un suicidio ogni due giorni e mezzo con 149 persone che si sono tolte la vita per motivazioni economiche. Un suicida su due è un imprenditore, ma è anche cresciuto il numero delle vittime tra i disoccupati. Un fenomeno che non conosce differenze geografiche, al sud come al nord.

Persino nel sud Italia, dove il tasso dei suicidi è stato storicamente più basso, si è passati dai 13 casi del 2012 ai 29 del 2013. Complessivamente negli ultimi 4 anni i suicidi per cause economiche sono aumentati del 30 per cento diventando una vera e propria emergenza nazionale.