Valentino vescovo unì un pagano e una cristiana e diventò santo degli innamorati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 febbraio 2015 11:58 | Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2015 15:41
San Valentino chi era: vescovo, martire e patrono degli innamorati

San Valentino chi era: vescovo, martire e patrono degli innamorati

ROMA – Il 14 febbraio è alle porte e gli innamorati di tutto il mondo sono alle prese con rose e cioccolatini per festeggiare il loro sentimento. Ma pochi sanno chi fu in realtà San Valentino, il vescovo di Interamna (oggi Terni) morto il 14 febbraio del 273 d.C., che celebrò l’unione di un pagano e una cristiana 1500 anni fa. Per questo divenne il santo protettore di tutti gli innamorati.

La festa fu istituita da papa Gelasio nel 496. Ma fu il poeta britannico Geoffrey Chaucer (1343-1400) a celebrare per la prima volta la morte del santo come festa degli innamorati. Valentino morì martire, lapidato e poi decapitato il 14 febbraio del 273 dopo aver tentato invano di convertire l’imperatore Claudio II al cristianesimo. Una conversione fallita, che lo portò alla morte.

Non è solo la sua storia di martire a fare di lui il patrono degli innamorati. Leggenda vuole che la festa cristiana fu introdotta per sostituire la festa pagana dei Lupercalia, in cui veniva celebrato il dio dell’amore e della fertilità. La festa pagana prevedeva che ogni anno i bambini estraessero da un’urna i nomi di uomini e donne. Formate le coppie, queste avrebbero vissuto in intimità per un anno fino al termine del rito della fertilità.

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Proprio per sostituire questa festa pagana, secondo alcuni studi, è stato istituito il 14 febbraio la festa cristiana in onore di San Valentino: ogni anno da allora il 14 febbraio si celebrano gli innamorati e il loro sentimento. Una festa che purtroppo oggi, come quella pagana, ha perso la sua spiritualità in nome del commercio sfrenato di cioccolatini, gadget e turismo.