Vietnam. Vigilanti catturano rapitori di cani e li uccidono a bastonate

di Licinio Germini
Pubblicato il 5 Ottobre 2011 11:43 | Ultimo aggiornamento: 5 Ottobre 2011 11:43

Cani sequestrati ai rapitori dalla polizia

HANOI, VIETNAM – Bande di ladri in motocicletta si aggirano per città e villaggi in Vietnam alla ricerca di cani da rapire e vendere poi ai ristoranti che servono questa ”prelibatezza”, specialmente nel nord del Paese. Ma le loro scorribande sono diventate talmente frequenti che gruppi di cittadini, stanchi di perdere i loro cani, hanno formato bande di vigilanti per difendersi dai rapitori.

Esemplare quanto capitato di recente a Nguyen Van Cuong, che una sera ha sentito i suoi vicini urlare ”Al ladro! Al ladro!” Due uomini in motocicletta avevano rapito il suo cane, ”Black” e stavano fuggendo a tutta velocità lanciando mattoni contro Cuong e gli altri che cercavano di inseguirli. Un mattone ha colpito la testa di un passante uccidendolo sul colpo. Ma in altri casi i rapitori sono stati presi, bastonati a morte e dati alle fiamme.

”I ladri di cani stanno diventando sempre più aggressivi”, ha dichiarato all’Associated Press Tran The Thieu, capo della polizia nel villaggio di Hung Dong, nella provincia centrale di Nghe An, ”e la gente è sempre più infuriata perchè raramente vengono arrestati”. Come in Cina e nel sudest asiatico la carne di cane è molto apprezzata. I ristoranti che servono cani arrostiti sono particolarmente affollati al termine di ogni anno lunare, con i clienti convinti che mangiandoli allontanano la cattiva sorte.

Il Vietnam è diventatato un Paese con una delle economie asiatiche più in crescita, ma l’inflazione falcidia gli stipendi e certi vietnamiti hanno trovato nei cani il modo per arrotondare i loro bilanci. E poichè le bestiole girano liberamente sono facili prede. Ad Hanoi i cani vivi si vendono a 6 dollari al chilo, poco più di quanto costa un pollo, e un cane di 20 kg. può fruttare fino a 100 dollari, il salario medio mensile di un operaio. Per catturarli i rapitori si sono bene organizzati: li colpiscono con dardi o frecce che emettono corrente elettrica.

Il capo della polizia di Nghe An, Thieu, dice che la violenza legata al rapimento di cani sta aumentando. Lo scorso giugno un rapitore è stato inseguito da una folla inferocita, raggiunto, bastonato e poi bruciato vivo. Nella stessa zona sette abitanti di un villaggio sono rimasti feriti quando hanno attaccato un gruppo di rapitori, che si sono difesi con coltelli, fionde e bottiglie rotte.

I residenti delle zone infestate dai rapitori hanno ormai rinunciato all’intervento della polizia, scrive il giornale Thanh Nien (Gente Giovane), perchè questa si limita a multarli e poi li lascia andare. Il commercio di cani si svolge anche attraverso i confini regionali.

Il mese scorso nella Thailandia settentrionale la polizia ha arrestato due uomini che cercavano di contrabbandare in Vietnam 120 cani rinchiusi in sacchi di tela. Sempre in Thailandia sono stati confiscati ai rapitori 1.800 cani stipati in gabbie trasportate da un camion. I media locali hanno riferito che in breve tempo la metà di loro sono morti per le condizioni cui erano stati sottoposti.

Va però precisato che l’atteggiamento dei vietnamiti verso i cani è ambivalente. A Nguyen Van Cuong è stato chiesto da un giornalista occidentale se avrebe mai mangiato il suo cane. ”Neanche per idea”, è stata la risposta, ”se ho voglia di mangiare carne di cane vado al ristorante”.