Delitto Cogne, la Franzoni resta in cella: niente domiciliari per accudire il figlio. Giusto o sbagliato?

Pubblicato il 6 settembre 2012 10:14 | Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2012 10:14

A dieci anni dall’omicidio del piccolo Samuele il tribunale di Sorveglianza di Bologna, confermando la sentenza della Cassazione di luglio, ieri ha negato gli arresti domiciliari per Anna Maria Franzoni, in carcere dal 21 maggio 2008.

La donna, condannata a 16 anni di carcere, aveva chiesto i domiciliari per accudire l’altro figlio. Il Tribunale però, caduta la potestà genitoriale, non ha accettato le richieste degli avvocati della Franzoni. La Cassazione aveva già motivato la sentenza con “la gravità del reato commesso e le regole fissate dall’ordinamento penitenziario nei confronti dei detenuti pericolosi”.

Così, come deciso e scritto dalla Cassazione, la Franzoni , essendosi macchiata di un reato grave, paragonabile a quelli di matrice mafiosa o terroristica, dovrà scontare metà della pena  prima di poter chiedere di trascorrere tre giorni al mese con la famiglia.  Il caso continua a dividere l’opinione pubblica.

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