Calcio: 25 anni fa la tragedia dell’Heysel

Pubblicato il 29 maggio 2010 14:51 | Ultimo aggiornamento: 29 maggio 2010 15:32

Esattamente venticinque anni fa la tragedia dell’Heysel. E’ il 29 maggio 1985, e a meno di un’ora dal fischio d’inizio di Juventus-Liverpool, finale di Coppa dei Campioni, nello stadio di Bruxelles muoiono 39 persone. 32 tifosi della Juventus, quattro belgi, due francesi e un irlandese. Più di 600 i feriti.

Succede tutto in un attimo. I tifosi del Liverpool sfondano le reti che dividono il settore inglese da uno di quelli occupato dagli italiani. Che impauriti, si ammassano sul lato opposto rispetto alla curva dei sostenitori del Liverpool.

Il muro, sotto la pressione, cede. Moltissimi rimangono schiacciati, altri travolti e calpestati da un’onda  umana che cerca la salvezza riversandosi sul campo di gioco: 39 morti e più di 600 feriti.

Ma si gioca. Vince la Juventus 1-0 con un gol realizzato su calcio di rigore da Michel Pratini, oggi presidente dell’Uefa. Che 25 anni dopo dice:  «Mai più tragedie simili» e ricorda: «Ero spensierato come tutti gli atleti che stanno per vivere un momento importante. Ma noi calciatori abbiamo vissuto questa partita al buio. Quella partita dura ancora oggi e non si può cancellare.

Assicuro, come presidente dell’Uefa, che sarà una mia priorità assicurare che non avvenga mai più una tragedia simile».

Parole dette nel corso di una cerimonia nella sede della Juventus alla presenza di molti familiari delle vittime e di un dirigente del Liverpool, che ha sintetizzato così l’eredità dell’Heysel: «Ricordare, rispettare, risolvere», illustrando anche il «monumento all’amicizia» inaugurato proprio due giorni fa a Liverpool.

Oggi, invece, un minuto di silenzio è stato osservato nello stadio di Bruxelles, ribattezzato ‘re Baldovino’.

Numerose corone di fiori con sciarpe dei colori della Juventus ma anche del Liverpool sono state depositate dove sorge un monumento in ricordo.

Alla cerimonia hanno partecipato diversi dei sopravvissuti al dramma, ma anche il presidente dell’Unione belga di football François De Keersmaecker e rappresentanti della città e della polizia di Bruxelles.

L’area dello stadio è rimasta aperta per quattro ore in modo da consentire le visite.